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Notizie Rassegna Stampa
2/21/12, 08:20 - 184 Visite
MILAN/ Calcio: Frecciatine al veleno tra Allegri e Conte

Favoriti a prescindere. E' quella l'etichetta che ha fatto saltare per la prima volta la mosca al naso ad Allegri nei confronti dell'universo juventino. Già perché Conte aveva ribadito quella considerazione anche dopo la sconfitta del Milan in casa della Lazio e con la Juventus in vetta alla classifica. Ebbene, al tecnico livornese era parsa una dichiarazione di comodo, troppo strumentale e utilizzata ad arte per mettere tutto il peso delle pressioni sulle spalle «Milan superfavorito? Così Conte sottovaluta la sua squadra: io non lo farei». E’ polemica da questa battuta in poi dei rossoneri. «Ma dicendo così Conte sottovaluta la sua squadra e non è bello, a me non piace farlo» , aveva sibilato Allegri, nel tentativo di "sgamare" il rivale. Fino a domenica pomeriggio era stato quello l'unico botta e risposta tra i due tecnici. Anzi, in precedenza proprio quello bianconero aveva ricoperto di lodi il collega: «Lo stimo perché è uno come me, che ha fatto gavetta. Alla prima occasione è riuscito a vincere e anche quest'anno è ai vertici».
VELENOSE IRONIE- Poi però è arrivato il carico. Un carico probabilmente studiato a tavolino, perché atteso da qualche giorno. Conte, infatti, aveva parlato di «aria strana» e di «paura degli arbitri a dare un rigore alla Juventus» solo mercoledì scorso, dopo il recupero con il Parma. Allegri, insomma, non ha risposto sabato alla vigilia della trasferta di Cesena, ma ha preferito aspettare di scorgere un episodio a favore dei bianconeri per schizzare il suo veleno. «Mi sarei molto divertito se, quando Chiellini ha segnato il gol (contro il Catania), schiacciando il suo avversario, l'arbitro avesse annullato il gol: invece, per fortuna, lo ha convalidato. Altrimenti saremmo andati avanti tutta la settimana con la messa». Ironia sprezzante, quella dell'allenatore rossonero. Non particolarmente differente, peraltro, da quella sfoderata da Conte per commentare l'arrivo di Borriello. «E' uno scarto del Milan? Beh, noi ci auguriamo di aver visto in lui le stesse cose «Borriello scarto del Milan? Sì, come Pirlo...» «Errori degli arbitri? Devo lamentarmi più io della Juventus»che avevamo visto in Pirlo». In merito al regista azzurro, invece, Allegri è sempre rimasto molto abbottonato (forse perché gli è sempre stata attribuita la responsabilità dell'addio?). E così ha fatto anche ieri: «A Torino ha trovato nuove motivazioni, quelle che sicuramente al Milan, dopo 10 anni, erano venute meno. Le sue qualità non si discutono».
STILI E POLVERONI - La giornata di ieri, sul fronte Allegri, comunque è servita per stemperare i toni. «Polemiche e frecciate? Credo che questa diatriba faccia parte del gioco. Milan e Juve sono le squadre al vertice del campionato e sabato di troveranno di fronte. Anche se non sarà una sfida decisiva per lo scudetto». Riprendendo le sue parole, allora il tecnico rossonero aveva giocato parecchio nelle ultime settimane. E sempre in risposta alle lamentele bianconere. Ad esempio quando, in un collegamento a distanza con Buffon, davanti al rigore non assegnato ai bianconeri contro il Siena e a caldo dopo l'espulsione di Ibrahimovic con il Napoli, ringhiò: «Se faccio un conto finale degli errori arbitrali, ho più ragione a lamentarmi io della Juventus. Ricordo, ad esempio, i due falli di mano non sanzionati contro il Cagliari» .E, non contento, qualche giorno dopo, prima della semifinale di Coppa Italia contro gli uomini di Conte, decise pure di replicare a Marotta e alle sue proteste sempre per il solito il penalty mancato. «Non cosa possano creare quelle dichiarazioni a livello di clima. Se si tratta di polemiche io e la mia società abbiamo una linea diversa. Si parla spesso di dare una mano agli arbitri ma alla prima occasione penalizzante si alza un polverone». Sarà. Intanto il polverone è già alto, a prescindere dallo stile degli uni e quello degli altri.
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