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2/20/12, 08:20 - 304 Visite

MILAN/ Calcio: Che attesa per Milan-Juve, c'è aria di finale scudetto

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Il fattore M colpisce ancora. M come Muntari, l'ultimo arrivato che apre l'autostrada del successo a Cesena. M come Maxi Lopez, che aveva scacciato i fantasmi di una pericolosissima sconfitta a Udine. E naturalmente M come Milan, che grazie ai gol dei suoi snobbati rinforzi invernali, fa passare in secondo piano l'assenza dello squalificato Ibrahimovic e fa di nuovo scivolare al secondo posto la Juventus. 

Tra il 3-1 dei bianconeri al Catania e il 3-1 dei rossoneri al Cesena c'è tutto il bello di due gare che sembravano semifinali, in vista della sfida di sabato a San Siro, simile a una finale-scudetto, almeno a livello psicologico. E proprio perché la tensione interna nei rispettivi ritiri salirà più in fretta delle temperature esterne, soprattutto quando si saprà se Ibrahimovic potrà giocare oppure no, a parte una frecciatina di Allegri sul gol di Chiellini, la notizia più bella di questo fine settimana è proprio l'assenza di polemiche arbitrali tra Torino e Milano, dopo i veleni dei giorni scorsi.
La Juventus, per la prima volta in svantaggio in casa, ribalta un bel Catania, grazie al regalo di Motta giustamente espulso sull'1-1, e alla regia di Pirlo protagonista assoluto di una squadra che può permettersi un lussuoso turnover in assenza di infortuni. Il Milan, invece, non ha bisogno di alcun regalo contro un tenero Cesena, perché nel giorno in cui Allegri deve fare altri salti mortali per sostituire gli ultimi infortunati Nesta, Boateng, Seedorf e Pato, oltre allo squalificato Ibrahimovic, scopre il debuttante Muntari che segna subito un gol: uno in campionato come Alvarez, cui era stato costretto a cedere la sua vecchia maglia numero 11 all'Inter. E sul campo dove i rossoneri avevano vinto l'ultima volta nel 1990, con una rete di Van Basten, si sveglia anche Emanuelson che allunga a 17 la serie dei milanisti a bersaglio. Una multinazionale del gol, con l'ultima perla del ritrovato Robinho, un brasiliano dopo un ghanese e un olandese. Un'altra differenza rispetto alla Juventus tutta italiana, almeno all'inizio, contro il Catania.

A questo punto tutti si chiedono chi arriva meglio alla supersfida di sabato, anche se poi la squadra di Conte avrà ancora una gara da recuperare, a Bologna. Siccome la certezza del presente conta più dell'incognita del futuro, quel punticino di vantaggio è un alleato importante per il Milan, rilanciato dall'esaltante tripletta contro Udinese, Arsenal e Cesena, con o senza Ibrahimovic. Un'ulteriore dimostrazione del valore dell'organico rossonero, perché grazie agli acquisti di Galliani, e alle scelte spesso coraggiose di Allegri, questo è un Milan Gran Riserva, che malgrado i troppi infortuni festeggia le nozze d'oro con 50 punti in classifica: uno in più, con 8 gol in più, rispetto all'anno scorso. Allora, però, già volava verso lo scudetto, a +3 sul Napoli secondo, mentre adesso fa bene a temere questa inaffondabile Juventus, che non ha mai perso e ha già vinto 2-0 all'andata. Anche se sabato si ripartirà da zero, possibilmente senza veleni. E sarebbe bello se il buon esempio arrivasse proprio da Allegri e Conte.

gazzetta dello sport

il milanista 

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