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2/5/12, 08:50 - 169 Visite

MILAN - NAPOLI / CALCIO : Il Milan non è più grande con le grandi

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Non è più il Milan di una volta, soprattutto non è più il Milan di  Massimiliano Allegri,  che nei confronti diretti scintillava, e alla fine vinceva lo scudetto. Questa volta la storia è alla rovescia e ricorda tanto
quella di scudetti vinti in provincia, senza sprecare punti con squadre più deboli, mettendo fieno in cascina, come  usava dire Fabio Capello. In
maniera più articolata, Allegri la mette così: «Per primeggiare in campionato bisogna vincere le partite anche quando si gioca male, come ha dimostrato l'Inter negli anni dei duelli con la Roma. Sarebbe bello
mangiare solo aragoste e caviale, ma a volte bisogna accontentarsi del panino col prosciutto».
Il tecnico nega che ci siano problemi di gioco o di personalità, semmai è scomparsa  un po’ di ferocia, che lui gradirebbe rivedere. Ma nulla spiega l’emorragia di punti nei cosiddetti scontri diretti. Cinque punti Finora il Milan ne ha raccolti 5 contro le prime  sette della classifica. Allegri non ci vede una tendenza, o la dimostrazione di una nuova debolezza. «La verità è che non meritavamo di perdere né contro l’Inter né contro la Lazio, e siamo stati puniti al minimoerrore.  Maio non voglio ridurretutto a episodi. Non lo faccio con gli errori arbitrali e  non lo faccio con i nostri errori.
Bisogna anche considerare che ogni annata è diversa e che lo scorso anno avevamo la necessità di vincere gli scontri  diretti perché perdevamo punti
con le piccole. In questa stagione finora è andata in un altro modo». Questa critica, di non riuscire più ad avere la personalità giusta con le grandi, lo perseguita da quando, un girone fa, il suo Milan fu rullato
dal Napoli che nella stagione dello scudetto aveva lasciato al Milan 6 punti.
Tendenze Con la Juve c’è poco da dire, visto che anche lo scorso anno il Milan perse il primo incontro, per giunta a San Siro. Il campanello d’allarme suonato nel derby: Allegri in  precedenza ne aveva vinti tre
su tre, Supercoppa compresa. Con la Lazio ha conquistato un punto su 6, l’anno scorso ne aveva raccolti due. Per ora  la squadra di Allegri ha fatto
un pareggio con l’Udinese, come un anno fa, e con la Roma ha vinto. Insomma, la differenza la fanno le sconfitte con Juve e Inter, e il confronto con   gli anni precedenti: lo scudetto di Zaccheroni passò per Torino, quello di Ancelotti transitò da Roma. Allegri aspetta la riscossa: la aspetta senza Pato, Boateng, Aquilani, Nesta, Gattuso,  Cassano eccetera. Il Milan ha perso i pezzi e ricomporre il puzzle con i nuovi arrivati non è semplice, così il tecnico chiede ancora al contestato  Robinho di accendere l’animo di Ibra. Perché alla fine i punti sono tutti uguali, e Berlusconi, dice Allegri, anche ieri ha chiamato per incoraggiare lui e la squadra. Milan-Napoli può sistemare tante cose.  

La Gazzetta dello Sport

Il Milanista

Segnalato Su News Now

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