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2/5/12, 08:40 - 236 Visite

MILAN - NAPOLI / CALCIO : Ibra - Cavani uomini squadra con licenza di inventare

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L’uomo-squadra è quello  che, sia che giochi sia che non decidono quando sono in campo e anche quando non ci  sono, perché la loro assenza
condiziona la manovra degli altri. Provate a immaginare un  Milan senza Ibra: meno potente, più leggero, menopericoloso,  più prevedibile. E cercate, ora, di pensare a un Napoli senza  Cavani: meno veloce, più
macchinoso, meno contropiedista, più bloccato. C’è poco  da fare: i due, nel bene e nel male, pesano. Allegri ha appoggiato  il suo Milan sulle
spalle dello svedese; Mazzarri ha basato lo sviluppo delle  azioni offensive sugli scatti di Cavani.  Come si muovono A testimonianza del fatto che le due squadre si specchiano nei loro cannonieri c’è una considerazione: il Milan e il Napoli, in questo campionato, faticano  contro le grandi e, guarda caso, i nostri eroi nelle supersfide  hanno realizzato soltanto 3
gol a testa. Più o meno Ibra e Cavani sono stati in campo lo  stesso numero di minuti: 1650 l’uruguaiano e 1643 lo svedese;  12 gol per il Matador e 15 per Ibra. Cifre pesanti. Analizzando  il rendimento dell’attaccante milanista si nota come il  suo modo di giocare sia sempre
finalizzato alla manovra collettiva. Spieghiamo meglio:  Ibra si muove in funzione dei compagni. Questa convinzione  è sorretta dai dati: 10 assist,
21 cross, 40 spizzate di testa,  87 sponde e 74 verticalizzazioni. E pure in fase difensiva  il peso di Ibra si fa sentire: 28 giochi aerei e 42 palloni recuperati. Nella zona calda lo  svedese risponde sempre presente: 29 tiri nello specchio della porta (1,61 a partita in  media), 25 tiri fuori. La percentuale di precisione è il 53per cento, mentre quella realizzativa  è il 51 per cento. Arco e freccia Cavani è più portato  a finalizzare il lavoro della squadra, rispetto a Ibra.  Guardiamo i dati della fase offensiva:
10 assist, 21 cross, 40 spizzate di testa, 87 sponde,  74 verticalizzazioni. Inoltre: 29 tiri nello specchio della porta  (1,53 a partita) e 26 fuori.
La precisione è del 52 per cento, mentre la capacità realizzativa  è del 41 per cento. In sostanza la rapidità di Cavani è  fondamentale per il Napoli
per attaccare l’area avversaria, una freccia che i compagni  sfruttano al momento opportuno. Ibra, invece, è l’arco stesso:  è lui che decide quale freccia scagliare. Lo svedese riceve  tanti passaggi, ma tanti  (tantissimi per una punta comelui) ne fa. Cavani, invece, è  soprattutto un terminale:
aspetta e conclude, sono più  i suggerimenti che gli arrivano di quelli che fornisce ai compagni. Impressiona il numero dei palloni toccati
da Ibra: 1166 nei 1643 minuti  giocati. Cavani è fermo a quota 669 nei 1650 minuti disputati. I compagni con  i quali lo svedese dialoga
più frequentemente sono Robinho, Aquilani e Nocerino.  Cavani, invece, «parla» quasi esclusivamente con Hamsik e  Lavezzi. Ciò, è logico, dipende dallo sviluppo delle azioni volute  da Allegri e da Mazzarri: il primo chiede una manovra più avvolgente (e coinvolgente), il secondo si basa soprattutto sulle ripartenze e sulla  velocità. La sfida di oggi a San Siro, tra Milan e Napoli, è in gran parte racchiusa nel duello  del gol: nel bene o nel male, Ibra e Cavani saranno decisivi. 

La Gazzetta dello Sport

Il Milanista

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