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Notizie Rassegna Stampa
1/4/12, 07:56 -
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NEWS/ Milan: Nesta, «Non ho voglia di smettere E pure il Milan continuerà a vincere»

Prima domanda, prima certezza: Alessandro Nesta non smetterà di giocare a calcio alla fine di questa stagione. «Andiamo avanti mese per mese e vediamo come va. Non ho voglia di smettere. Fosse stato per gli acciacchi, avrei dovuto farlo dieci anni fa».
Lo chiedevamo perché è in scadenza di contratto e pareva di aver capito che non avesse intenzione di continuare.
«Io l'intenzione ce l'ho, ma è un rapporto con due parti in causa. A fine stagione parlerò con il club e decideremo».
L'anno scorso se n'è andato Pirlo: le manca?
«Ci sono rimasto male, ma non me lo sono presa né con Allegri né con Galliani. Arriva un momento in cui bisogna fare delle scelte. I rapporti di lavoro finiscono ed è quello che è successo a Andrea. Sono contento perché è in una grande squadra e lotta per lo scudetto. Andrea sarà sempre un amico, lo sarebbe anche se andasse all'Inter».
Qualcuno lo dava per finito.
«Non so chi. Pirlo ha talento naturale e il talento non si perde. Si può perdere la forza, la corsa. Non il talento».
Allegri sembra quello che ha mandato via Ronaldinho, ha messo da parte la vecchia guardia, ha trattato nel modo sbagliato Pato, trascurato Inzaghi, lasciato andare Pirlo…
«Chi dice queste cose? Io non le ho mai sentite».
Diciamo che qualcuno le sussurra.
«Io con Allegri mi sono sempre trovato bene. Mi ha sempre fatto giocare e faccio parte anch'io della vecchia guardia. Della sua gestione posso dire soltanto belle cose. Se c'è stata qualche incomprensione con qualcuno, passerà».
Thiago Silva con la fascia da capitano l'ha sorpresa?
«Non mi è parsa una decisione eclatante. Si tratta di una partita, il capitano è Ambrosini e tutti lo sanno».
La Juve dell'amico Pirlo in testa la sorprende?
«Per noi la Juve è la squadra più tosta da affrontare con l'Inter. Nel caso dell'Inter lo snodo sarà il derby, vincere vorrebbe forse dire dargli il colpo di grazia, se invece vincono loro magari ripartono di slancio. Il Milan resta favorito per lo scudetto, ma la Juve sta lavorando bene e vederla in testa non è una sorpresa».
Ci dica allora qualcosa che l'ha colto alla sprovvista.
«I gol e l'inserimento facile di Nocerino. E' un buon giocatore, ma neppure lui credo si aspettasse di partire così forte con il Milan. In generale, non ho visto molte sorprese. Forse è sorprendente l'Udinese che ha venduto tanto e continua a essere lì, anzi fa pure meglio».
Diceva del talento di Pirlo. Qual è il giocatore più forte con il quale ha giocato?
«Ce ne sono stati tanti: Veron, Mancini, Sheva, Kakà… Pirlo sta nei primi tre. Ronaldo è stato il più forte in assoluto».
Da fuori, come vede la Nazionale nell'anno dell'Europeo?
«Sta prendendo forma, non c'è stato un vuoto generazionale. Ora ha gente come Balotelli, Cassano, De Rossi, Marchisio che può portarla lontano. Poi, fra vincere e perdere corre un nulla, noi abbiamo vinto il Mondiale ai rigori. Ma la squadra è forte».
Corre un nulla anche fra vincere e perdere lo scudetto?
«No, lo scudetto è una questione diversa, la Champions è un po' così. Contro l'Arsenal sarà una partita tosta, l'Arsenal è più forte del Tottenham che ci ha eliminato l'anno scorso. Però è una squadra alla nostra portata, e se ci troviamo nella situazione giusta possiamo andare lontano».
Lei pensa che il Milan possa vincere la Champions?
«Penso che il Milan possa far meglio degli ultimi anni, quando siamo usciti a volte per sfortuna e a volte no. Ma il Barcellona è di un altro mondo: anche il Real Madrid ha provato a batterlo in tutti i modi, senza praticamente riuscirci».
Secondo lei il Milan gioca bene?
«Noi ci divertiamo e penso si diverta anche il pubblico. Il Milan attacca molto».
Ma dicono che imposti tutto su Ibra…
«Ibra si porta via tre uomini. Secondo lei il Barça senza Messi è la stessa cosa?».
Chi è l'allenatore più forte del mondo?
«I numeri e i fatti dicono Mourinho. A me piace Guardiola, poi c'è la vecchia guardia di Ancelotti e ci sono gli emergenti come Allegri e Conte. E poi anche per gli allenatori c'è la legge della annate: a volte sei il numero uno, a volte nessuno si ricorda di te».
A proposito di annate: forse l'immagine di Cassano è un po' cambiata.
«Antonio ha fatto un sacco di casini e lo sa, ma in fondo è un buono. Se entri nel suo mondo e lo capisci, le cose si semplificano. I litigi con lui durano due minuti: è un istintivo».
Anche Ibra è un istintivo?
«Sì, discute e dimentica. Qui sono tutti suoi amici».
Magari perché non vogliono essere picchiati.
Ride. «E' una buona chiave di lettura».
Se viene anche Tevez preparate un ring?
«Tevez è piccolo, Ibra molto più grosso. E poi da noi non si mena nessuno. E' successo con Onyewu, poi più nulla».
Lei si è mai picchiato con qualcuno?
«Ci sono andato vicino spesso, anche con i compagni. Quando il nervosismo in campo aumenta, può succedere».
Eppure sembra uno così distaccato…
«No no, io discuto spesso, con i compagni e con gli avversari. In campo parlo tanto. Parlo poco con i giornalisti, per carattere preferisco stare ai margini».
Che cosa vorrebbe cambiare nella sua carriera?
«Vorrei cancellare qualche infortunio. Ne ho avuti troppi».
Al futuro pensa mai?
«Boh. Per ora no. Prenderò il patentino di allenatore, comincerò da quello di terza».
Si vede allenatore?
«A me piacerebbe».
Vorrebbe tornare alla Lazio, e in generale a vivere a Roma?
«No. Roma è la città forse più bella del mondo, lì ho parenti e affetti, ma sto bene a Milano e vorrei restarci a vivere».
Sorpreso che Maldini non sia ancora rientrato nel Milan?
«Si gode vita e famiglia, prima o poi qualcosa farà».
Il calcio italiano è diventata una pizzeria o è ancora un ristorante di lusso?
«A me pare un ristorante. Abbiamo avuto Eto'o fino all'anno scorso, Ibra ha scelto di tornare. Se il nostro campionato continua ad affascinare i giocatori più forti, funziona».
Per la verità non sono arrivati molti grandi nomi nuovi.
«Ibra basta e avanza».
Nesta, quando sarà, come vorrebbe finire la carriera?
«In modo decente, in fase discendente ma non morto in campo. E credo di avere l'intelligenza per capire quando sarà arrivato il giorno giusto».
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