Siamo il Milan: accontentarsi e arrendersi mai!

Siamo il Milan: accontentarsi e arrendersi mai!

Il commento al momento dei rossoneri.

di Redazione Il Milanista

di ANTONELLO GIOIA

 

MILANO – Era il 4 dicembre 2017. Il Milan regalava al Benevento il primo punto della sua storia in Serie A. Il Milan regalava a Brignoli e al calcio un momento indelebile di questo fantastico sport. Quel 4 dicembre, nessuno si sarebbe aspettato quello che sta accadendo ora. Okay, i musi lunghi erano prevedibili. Ma le motivazioni di quei musi lunghi, no.

Ora, al 9 aprile 2018, ci si dispera per l‘addio alla Champions League. Il saluto al sogno accarezzato. Per le fantasticherie di quelle notti storiche che hanno avuto come autore – spesso e volentieri – il glorioso Milan. Ci si piange addosso, ed è pure giusto così. Ma è davvero la cosa migliore? Non è che proprio in nome di quell’aggettivo “glorioso” dovremmo continuare a crederci?

Bene, io dico di si. Ce lo insegna il calcio, ce lo insegna la storia, ce lo insegna il Milan.

Non ci si deve accontentare. Ce ne dobbiamo sbattere – Gattuso docet – delle prestazioni. Di averci provato. Di aver accarezzato il sogno. Di aver fatto una rimonta (quasi) pazzesca. Ce ne sbattiamo. Non è milanista chi si accontenta. Come non era vero milanista chi si accontentava del goal di Bonucci contro la Juventus, pur avendo preso tre sberle. Come non era milanista chi sfotteva gli interisti per gli errori mostruosi di Icardi, quando il bomber nerazzurro ha segnato da solo più dei nostri attaccanti messi insieme. Come non era vero milanista chi fantasticava troppo qualche settimana fa. Il milanista vero è quello che ci crede senza esagerare, è quello che sogna senza staccare troppo i piedi da terra, è quello che desidera i fasti di un tempo, senza voltare le spalle alle difficoltà attuali.

Il gusto sta nel crederci. Okay, la Champions è lontana, non diciamo sciocchezze. Un’eventuale – e per nulla assurda – sconfitta con il Napoli di domenica prossima saprà di addio definitivo. Ma 8 punti dal terzo posto, matematica alla mano, per ora sono recuperabili. E, siccome siamo il Milan, il dovere – e anche il piacere – è quello di non accontentarsi mai, di non arrendersi mai, e di provarci, fino alla fine.

 

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