Ordine: “La nuova tragedia del calcio italiano è diventata la scenetta di Kessiè e Bakayoko”

Ordine: “La nuova tragedia del calcio italiano è diventata la scenetta di Kessiè e Bakayoko”

Le parole del giornalista su Il Giornale

di Redazione Il Milanista

Franco Ordine ha parlato a Il Giornale.

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Ecco le sue dichiarazioni: “La nuova tragedia del calcio italiano è diventata la scenetta di Kessiè e Bakayoko che mostrano alla curva amica come scalpo la maglia appena ricevuta in dono e in segno di ricomposizione finale da Acerbi. Sembra incredibile ma è proprio così per il nostro povero pallone assalito e aggredito da cento altre emergenze e adesso concentrato sul processo al var e sull’episodio che ha reso incandescente il dopo Milan-Lazio. Impossibilitati a “colpirli” attraverso il giudice sportivo – il codice non ha previsto la fattispecie nei 4 casi previsti per la prova televisiva e il dottor Mastrandrea si è dichiarato perciò incompetente – hanno aggirato l’ostacolo ottenendo da Pecoraro, il capo della procura federale, di aprire l’inchiesta. E così sia. L’iniziativa ha ricevuto la benedizione di Giorgetti (non di Salvini che a Telelombardia si è dissociato dal suo sodale, ndr) che continua a comportarsi come fosse il commissario straordinario della Figc anziché un politico con la delega allo sport, settore cui per molti decenni è stata garantita l’autonomia. È alquanto pittoresco, in questo scenario poco edificante nel quale hanno dato sicuramente il peggio i calciatori delle due squadre più Simone Inzaghi e Tare mentre Gattuso è stato l’unico a uscirne da gigante, che nessuno abbia alzato un dito per segnalare l’estrema gravità dell’insulto regalato da Lucas Leiva all’addetto stampa del Milan Ugo Allevi, costretto in carrozzina con l’espressione “zitto e seduto”. Questa sì che valeva una bella squalifica invece della modesta multa! Il centrocampista laziale ha avuto la faccia tosta di negarel’addebito: peccato che lo abbiano ascoltato e riferito gli inviati della procura federale. Per fortuna Leonardo e Maldini, in visita a Milanello, non hanno espresso solidarietà alla truppa ma ricordato lo stile del Milan e sposato il motto gattusiano: meno social e più lavoro”.

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