Juventus-Milan e quel record particolare

Juventus-Milan e quel record particolare

Il record di Tardelli che non è mai stato battuto

di Redazione Il Milanista

MILANO – Il 5 novembre 1978 alle 14.30 si giocò Juventus-Milan al Comunale di Torino. I bianconeri di Trapattoni erano i campioni in carica, dall’altra parte i rossoneri di Liedholm cercavano nuova gloria. La partita finì con un gol di Bettega, dopo solo due minuti di gioco: ma non è questo il record particolare della Serie A. Che può essere successo prima tanto da entrare nella storia del calcio italiano? Bisogna arrivare al calcio di inizio della partita. Novellino e Riviera aspettano il fischio dell’arbitro D’Elia: il primo passa la palla all’Abatino, come lo chiamava Gianni Brera, che subisce un brutto fallo dopo appena due secondi da parte di Marco Tardelli, punito con un cartellino giallo dal fischietto. Un record imbattibile. A fine partita Gianni Rivera disse: “A San Siro abbiamo rispettato la Juventus con le regole del calcio. Qui invece è stato permesso ai bianconeri di usare una violenza che non ha nulla a che fare con l’agonismo. Oltretutto questa cattiveria non era giustificata. Se noi del Milan avessimo risposto, ci sarebbe scappato il morto. La verità è che negli ultimi tempi chi ha cercato di giocare sul serio ha trovato invariabilmente una resistenza assurda. Abbiamo perso ma ci siamo dimostrati più forti della Juventus sul piano dei nervi, questo moralmente ci premia come vincitori. L’uno a zero subito in questa maniera ci fa onore e non ci ridimensiona. Semmai ha dimostrato che la Juventus per vincere deve ricorrere a sistemi che non le fanno onore“.

Tuttosport riportò le parole dei due giocatori
Il giornale Tuttosport che uscì il giorno dopo Juvenuts-Milan

La particolarità fu che il “Golden boy” del Milan doveva essere marcato da Claudio Gentile mentre Tardelli, secondo le indicazioni di Trapattoni, doveva seguire Alberto Bigon. Particolare, come sempre, fu il commento del tecnico rossonero Niel Liedholm: “Entrare alle spalle di un avversario e scalciarlo, ieri come oggi, stando al regolamento, è un fallo che va punito con l’espulsione. Eravamo però all’inizio della partita e comprendo perché l’arbitro abbia soltanto  ammonito il giovane bianconero. Questi, ad ogni modo, ha dato un’interpretazione piuttosto personale e discutibile al termine pressing: il significato della parola è di affrontare l’avversario viso a viso, di contrastarlo per impedirgli di giocare o smistare la palla ma non vuol dire sicuramente mandarlo a gambe all’aria“. Che dopo aggiunse: “Sarebbe necessario aver praticato in gioventù l’hockey su ghiaccio come ha fatto il sottoscritto. Vi assicuro che poi un calciatore si rivelerebbe temprato per qualsiasi tackle più o meno regolare“. Tardelli rivelò che: “Rivera è un grandissimo professionista soprattutto con la lingua; e mente. L’ho colpito in una zona alta del corpo senza cattivi propositi. Se avessi voluto spaccargli una gamba avrei mirato più in basso. Ed io, giuro, non avevo alcuna intenzione di arrecargli del male. Il mio è stato un fallo per foga, ma non cattivo.” A fine campionato però il Milan di Liedholm vinse lo scudetto e la Juventus, staccata di 7 punti, arrivò terza. Intanto in casa Milan sono arrivati gli aggiornamenti sull’infortunio di Conti —> CONTINUA A LEGGERE 

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