ESCLUSIVA – Sormani: “Milan e Lazio hanno disperato bisogno di vincere. Nereo Rocco? Si arrabbiava tanto, ma solo negli spogliatoi. Ecco perché mi chiamavano Pelè bianco…”

ESCLUSIVA – Sormani: “Milan e Lazio hanno disperato bisogno di vincere. Nereo Rocco? Si arrabbiava tanto, ma solo negli spogliatoi. Ecco perché mi chiamavano Pelè bianco…”

Angelo Sormani in esclusiva per Ilmilanista.it

di Redazione Il Milanista

Di Giovanni Manco

MILANO – Angelo Sormani, ex attaccante tra le altre del Milan, ha parlato in esclusiva ai microfoni de Ilmilanista.it. Nel giorno che potrebbe portare il Milan in finale di Coppa Italia, ecco le parole di uno dei protagonisti della prima Coppa della storia rossonera, quella vinta nel 67-67 contro il Padova:

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“Io non ho giocato quella finale purtroppo, non ero neanche in panchina perché non stavo bene. Però, ovviamente la ricordo bene, è stata una bella vittoria che ci ha permesso di qualificarci alla Coppa delle Coppe che poi abbiamo vinto. Sono dei ricordi molto belli. Nereo Rocco? Era un burbero, si arrabbiava molto ed è stato un grande. Non so se sia simile a Gattuso come molti dicono, Gattuso mi sembra un grintoso a tutto tondo mentre Rocco era uno che si faceva sentire ma solo nelle mura dello spogliatoio. Quando parlava con noi mostrava sempre tanta personalità… Con Gattuso purtroppo non ho mai avuto contatto quindi parlo da esterno. Se mi piace? Sì, certo, mi piace molto. Sono curioso di vederlo con materiale di maggior livello, magari con un Milan che può competere per lo scudetto”.

Tornando a stasera, che Milan-Lazio si aspetta? “Sarà una gara tra due squadre che hanno maledettamente bisogno di vincere. La qualificazione è determinante per il cammino di entrambe le squadre. Vedo una Lazio in difficoltà, il Milan mi pare più grintoso almeno sotto l’aspetto mentale. I rossoneri mi sembrano in leggero vantaggio. Sono anche un po’ di parte (ride, ndr). Se tifo Milan? Tifo per tutte le squadre dove sono stato, a Roma, Napoli, Milano… Quando giocano le tifo sempre. Poi certo, se giocano tra di loro sono sempre un po’ in difficoltà. Probabilmente mi sento un po’ più legato al Napoli dove sono stato 14 anni: prima calciatore, poi nel settore giovanile tra Allievi e Primavera. Sono state tre tappe importanti a Napoli. Tifo anche Roma e Milan, ma per il Napoli ho qualcosa in più…”.

È vero che ti chiamavano Pelè bianco? “Speriamo che Pelè non lo abbia mai saputo (ride, ndr). Quello è successo appena arrivato, quando ero nel Mantova, nessuno mi conosceva ed ho iniziato a giocare molto bene, allora dopo qualche partita qualcuno ha iniziato a chiedermi se fosse vero che avessi giocato al fianco di Pelè nel Santos, io risposi che in realtà a volte ho giocato anche al suo posto. Allora hanno iniziato a chiamarmi così. Però lasciamo perdere Pelè, lui era tutta un’altra cosa”.

Che Serie A ti è sembrata quest’anno? “Rispetto ai miei tempi vedo un campionato molto povero. Rispetto ai miei tempi i campioni li vendiamo, non compriamo. A parte la grande organizzazione della Juve che mantiene un livello alto in Italia, poi però anche loro in Europa fanno fatica. Fuori il livello è molto più alto rispetto al nostro. Non sono molto contento del calcio italiano, una volta era migliore. Il calcio non è cambiato: le regole sono quelle, il campo è uguale, il pallone è uguale. Alcuni parlano di pallone più piccolo, ma non è vero, è solo più elastico. Il modo di giocare però è cambiato, a me se chiedevano di fare pressing forse non ero in grado per il tipo di preparazione che facevo. Ora il livello tecnico ed atletico è più alto. Il gioco si è evoluto”.

 

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