ESCLUSIVA – Scarnecchia: “La mia vita tra calcio e cucina: ho sposato la doppia C”. E su Milan-Cagliari…

ESCLUSIVA – Scarnecchia: “La mia vita tra calcio e cucina: ho sposato la doppia C”. E su Milan-Cagliari…

Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni dall’ex rossonero

di Redazione Il Milanista

Di Simone De Bari

MILANO – I microfoni della nostra redazione hanno contattato, in esclusiva, Roberto Scarnecchia, allenatore ed ex calciatore che ha vestito anche la maglia del Milan.

Scarnecchia rappresenta l’unico caso in cui un calciatore, al termine della propria carriera, oltre a prendere il patentino da allenatore sia diventato anche uno chef. Già, perché i fornelli sono l’altra grande passione di Roberto che, una volta appesi gli scarpini al chiodo, è diventato un cuoco affermato, tanto da essere tuttora protagonista di un programma televisivo su Sky dedicato alla cucina.

Com’è nata l’idea di fare lo chef dopo la carriera da giocatore?

“Quella per la cucina è una passione che ho fin da ragazzino. I miei due sogni erano diventare un calciatore e un cuoco: sono riuscito ad esaudirli entrambi e per questo mi reputo un uomo estremamente fortunato. Mi sento in debito con la vita, perché mi ha riservato il privilegio di giocare ad alti livelli e di dedicarmi alla cucina”.

E l’amore per il calcio è rimasto?

“Assolutamente sì. Io dico sempre che nella vita ho sposato la doppia C: calcio e cucina. Quando mi capita di allenare lo faccio volentieri, anche se purtroppo soltanto in categorie basse. Tuttavia, qualora mi chiamasse una grande squadra riuscirei a conciliare le due attività, perché l’una non esclude affatto l’altra. Posso fare tranquillamente sia lo chef che l’allenatore”.

Che ricordi ha della sua esperienza da calciatore rossonero?

“Meravigliosi. Giocare nel Milan è stato un onore, mi sono anche tolto la soddisfazione di segnare in un derby di Coppa Italia. La tifoseria mi ha sempre voluto bene e ho avuto la fortuna di giocare con campioni come Baresi, Tassotti, Evani, Filippo Galli, Virdis e molti altri. Il club rossonero mi è davvero rimasto nel cuore”.

Il Milan attuale invece sta cercando di tornare nell’Europa che conta: come valuta la stagione della squadra meneghina?

“Penso che fin qui il percorso sia stato più che positivo. Gattuso ha svolto un lavoro straordinario: ha saputo costruire un gruppo compatto e di carattere. Sta esprimendo anche abilità e conoscenze nel ruolo di allenatore, che è completamente diverso da quello del calciatore. E’ molto preparato e mi fa piacere perché abbiamo bisogno di allenatori italiani bravi. Ha sicuramente le qualità per fare una grande carriera. Mi auguro che rimanga il più possibile alla guida del Milan perché Ringhio è un simbolo di questa società”.

Stasera arriva a San Siro un Cagliari in grande difficoltà: che gara si aspetta? 

“I sardi stanno facendo fatica ma nel calcio di oggi non esistono avversari semplici: nessuna partita è scontata, quindi bisogna stare attenti a questo Cagliari. Molte volte le squadre che sono all’ultima spiaggia sfornano grandi prestazioni. Il Milan ha comunque le carte in regola per vincere e continuare a coltivare l’obiettivo di tornare in Champions League”.

Donnarumma giocherà la sua 150esima partita con la maglia rossonera: record assoluto per un ragazzo che deve ancora compiere 20 anni. E’ già tra i portieri migliori al mondo?

“E’ indubbiamente molto bravo e ha un futuro roseo davanti a sé. Deve ancora migliorare tantissimo ma l’età è dalla sua parte. Ha tutto il tempo per crescere ed è destinato ad essere il portiere della Nazionale per tanti anni. Nonostante sia un classe ’99 sta già per toccare quota 150 presenze con un club come il Milan e questo la dice lunga sulle sue qualità. Tuttavia, non bisogna riempirlo di responsabilità. Mi sembra un ragazzo molto intelligente, ma dovrebbe seguire di più il cuore invece che altre cose…”.

Pensa che il suo procuratore, Mino Raiola, possa condurlo verso altre strade?

“Il suo agente non lo conosco personalmente, quindi non lo giudico. Quella dei procuratori è una categoria molto particolare: purtroppo il denaro è molto freddo e i sentimenti sono caldi, per cui le cifre non tengono in considerazione il cuore. Tante volte si perdono di vista proprio i sentimenti. Spero che Gigio abbia la consapevolezza che nella vita c’è anche altro al di là dei soldi: quando si guadagna tanto bisogna pensare anche al resto, altrimenti un aspetto non completa l’altro”.

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