ESCLUSIVA – Pasqualin: “Gattuso sta dando il massimo. Scambio Higuain-Morata? Non credo che il Milan voglia farlo”

ESCLUSIVA – Pasqualin: “Gattuso sta dando il massimo. Scambio Higuain-Morata? Non credo che il Milan voglia farlo”

Claudio Pasqualin ha parlato, in esclusiva, ai nostri microfoni

di Redazione Il Milanista

Di Simone De Bari

MILANO – I microfoni della nostra redazione hanno contattato, in esclusiva, il noto procuratore Claudio Pasqualin.

Della sua scuderia hanno fatto parte calciatori come Del Piero, Tassotti, Vialli, Delvecchio, Vierchowod, l’attuale tecnico rossonero Gattuso e tanti altri.

Cosa succede a questo Milan?

“Sta attraversando un momento di grossa difficoltà, ma devo dire che la qualità dell’organico lascia a desiderare. Secondo me Rino sta facendo il massimo, anche se sono di parte dato che l’ho seguito per tutta la sua carriera di calciatore. Con il materiale che ha a disposizione di più non potrebbe fare, le altre squadre che lottano per la Champions hanno rose più forti e attrezzate. Penso a Inter, Lazio e Roma”.

Potrebbe essere decisiva per Gattuso la gara di stasera?

“Mi auguro di no, ma sappiamo benissimo che le decisione riguardo ad un allenatore vengono prese in base ai risultati. Quindi è chiaro che il rischio esonero diventerebbe molto concreto se contro la SPAL dovesse andare male. Tuttavia, spero che Rino ottenga un bel risultato con una prova convincente”.

Che idea si è fatto della vicenda Montolivo?

“Onestamente non ho motivo di non credere a Gattuso. Lui fa l’allenatore e mette in campo quelli che vede meglio durante la settimana, quindi non credo ci siano altre motivazioni all’infuori di quelle tecniche. Rino è una persona credibile e leale, la sua moralità è fuori discussione. Evidentemente reputa più giusto far giocare altri”.

Che mercato si aspetta dal club rossonero?

“Il mercato del Milan sarà inevitabilmente condizionato dai paletti imposti dal fair play finanziario. C’è quindi la necessità di inventarsi qualcosa. Ad esempio, per quel che riguarda Fabregas, non credo che attualmente il Milan possa spendere per un giocatore di trentatré anni i dieci milioni che chiede il Chelsea più l’ingaggio – molto pesante – da riconoscere al giocatore. Mi sembra un’ipotesi difficile proprio perché la società è limitata da alcune regole. Sicuramente qualche acquisto bisognerà farlo, ma attualmente occorre proprio inventarsi qualcosa”.

Quanto può fare comodo a questo Milan l’ingresso in dirigenza di Gazidis?

“Il suo arrivo è sicuramente molto importante, è un grande manager: non ce ne sono tanti con un curriculum come il suo. Vedo nel Milan una base molto solida: il fondo Elliott mi sembra affidabile e può far sperare i tifosi rossoneri in un futuro migliore. Tuttavia, non si può pretendere che Gazidis faccia i miracoli; deve fare i conti anche lui con la realtà economica che ha davanti”.

Lo scambio Higuain-Morata lo reputa fattibile o è solo fantacalcio?

“Non è fantacalcio: nella mia carriera ho visto concretizzarsi trattative che sembravano impossibili. Tuttavia, non credo che il Milan abbia la volontà di fare quest’operazione: Higuain è un campione che adesso sta facendo fatica, ma può tranquillamente ritrovare la via della rete. Morata, invece, non è un goleador. Lo spagnolo, al contrario dell’argentino, non ha mai realizzato valanghe di gol. Penso sia giusto credere che il Pipita possa tornare presto ai suoi livelli”.

La chiusura del mercato invernale è stata posticipata al 31 gennaio, che ne pensa?

“La considero una scelta sbagliata. Non capisco perché si insista tanto sul mercato invernale che, per tradizione, non riserva colpi straordinari. E’ una situazione estenuante e, in alcuni casi, intollerabile. Trovo sia veramente un’esagerazione tenerlo aperto fino all’ultimo giorno di gennaio. A me piaceva quando il mercato di riparazione apriva una sola settimana a novembre. La chiusura anticipata avrebbe fatto felici soprattutto gli allenatori: loro infatti sono i primi a soffrire questa situazione. Non amano le ‘porte girevoli’ nello spogliatoio. Credo sia giusto rivolgersi alla UEFA e alla FIFA per trovare una soluzione valida”.

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