ESCLUSIVA – Melli: “Le assenze pesano ma la rosa non è di primo livello; sbagliato puntare il dito solo su Gattuso. La nuova proprietà…”

ESCLUSIVA – Melli: “Le assenze pesano ma la rosa non è di primo livello; sbagliato puntare il dito solo su Gattuso. La nuova proprietà…”

Le dichiarazioni rilasciate da Melli ai nostri microfoni

di Redazione Il Milanista

Di Simone De Bari

MILANO – I microfoni de “ilmilanista.it” hanno contattato in esclusiva Alessandro Melli, ex attaccante che ha vestito anche la maglia del Milan.

Sig. Melli, lei ha vestito la maglia rossonera nella stagione ’94/’95: che Milan era?

“Innanzitutto una società all’avanguardia. Ho avuto la fortuna di arrivare al Milan quando era la squadra più forte d’Europa. Lo dicevano i risultati e la rosa. Personalmente ho ricordi bellissimi di quell’esperienza, anche se fu difficile trovare spazio sia per gli infortuni sia perché c’erano fior di campioni davanti a me. L’ambiente però era davvero unico e mi trovavo molto bene”.

Ora i risultati sono ben diversi…

“Purtroppo il Milan non sta andando benissimo, ma devo dire che questa squadra non ha molta qualità: non è una rosa di altissimo livello. Anche per questo credo che non si debba puntare il dito contro Gattuso. L’allenatore può dare un aiuto, ma le partite le giocano i calciatori e il livello tecnico dei rossoneri è medio-basso”.

A Frosinone c’è stato un altro passo falso: è solo colpa degli infortuni?

“Sicuramente ci sono assenze importanti che stanno condizionando le prestazioni. Tuttavia, gli infortuni ce l’hanno tutte le squadre, quindi la classifica dei rossoneri non si può giustificare solo con le assenze”.

Bisognerebbe intervenire con convinzione sul mercato?

“Direi di sì. Credo però che per indossare la maglia del Milan si debbano avere importanti qualità tecniche e caratteriali. Il Milan è una società gloriosa, con una storia ricca di successi e proprio per questo la sua maglia pesa molto più delle altre. Alcuni giocatori, che magari fanno bene in alcune piazze, quando arrivano a Milano fanno fatica perché per giocare nel Milan occorre avere qualcosa in più”.

Higuain come può uscire da questo momento?

“Deve stare tranquillo. La ricerca del gol non deve diventare una questione personale, altrimenti non arriva. Da un momento difficile se ne esce rimanendo sereni e lavorando col resto della squadra. Higuain ha l’esperienza necessaria per gestire questa fase, ma i compagni devono metterlo nelle condizioni ideali per segnare e questo ora non sta accadendo”.

Ieri è stata protagonista anche la VAR, annullando un gol al Frosinone: è favorevole all’utilizzo del mezzo tecnologico?

“No, perché toglie le emozioni. Non c’è più il pathos di prima, perché sai che se segni ti possono togliere il gol qualche minuto dopo. Ne risente quell’adrenalina che ha sempre caratterizzato il calcio, sia in campo che sugli spalti. Inoltre, c’è una gran differenza tra vedere un episodio dal vivo e riguardarlo molte volte alla moviola: la velocità e le prospettive sono completamente diverse. Il mio giudizio sulla VAR è totalmente negativo”.

Il boxing-day ha diviso molto l’opinione pubblica: che ne pensa della scelta di aver fatto giocare il campionato anche il 26 dicembre?

“Sono convinto che sia stata una scelta giusta. E’ piacevole per chi, durante le feste, voglia portare la propria famiglia a vedere qualcosa di bello, e una partita di calcio è un grande spettacolo”.

Tornando al Milan, la proprietà attuale può riportare il club ai fasti del passato?

“Onestamente non credo. Non per Leonardo e Maldini, che sono molto competenti, ma perché dietro dev’esserci qualcosa di diverso. La Juve vince perché dietro ha una proprietà italiana che ha delle radici profonde. Invece, quando vedo le proprietà di Inter e Milan, ho sempre la sensazione di non sapere chi siano le persone che devono riportare la squadra ad un certo livello. L’unica società sempre rimasta solida nel tempo è quella della Juve. I successi partono da lì. Anche il Milan, negli anni di Berlusconi, vinceva perché aveva alle spalle una società solidissima. Oggi il club rossonero, strutturato in questa maniera, non penso abbia molte possibilità di tornare ai vertici. Attualmente il massimo risultato è il ritorno in Champions League”.

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