ESCLUSIVA – Marino: “In campo internazionale conta la mentalità. Fabregas a gennaio? Si può. Higuain…”

ESCLUSIVA – Marino: “In campo internazionale conta la mentalità. Fabregas a gennaio? Si può. Higuain…”

I nostri microfoni hanno contattato in esclusiva il ds Pierpaolo Marino

di Redazione Il Milanista

Di Simone De Bari

MILANO – Il noto direttore sportivo Pierpaolo Marino, ha rilasciato una lunga intervista esclusiva ai nostri microfoni.

Sig. Marino, che ne pensa dell’eliminazione del Milan dall’Europa League?

“E’ stata una serata inaspettatamente brutta per i rossoneri. Una mazzata dal punto di vista psicologico ed anche a livello d’immagine”.

In questa settimana il nostro calcio ha subito tre eliminazioni tra Champions ed Europa League: cosa manca alle squadre italiane per essere competitive in Europa?

“Quando andiamo in campo estero la mentalità fa la differenza e in Italia ci sono squadre con scarsa esperienza internazionale. Anche Milan ed Inter, nonostante abbiano sempre un certo prestigio, non riescono ad affermarsi in campo europeo da diversi anni. Inoltre il calcio internazionale è cambiato dal punto di vista fisico: nelle coppe si gioca in maniera totalmente diversa rispetto alla Serie A. Il nostro campionato è prevalentemente tattico e sviluppa poco i temi dell’intensità di gioco, della fisicità e della tecnica”.

Da gennaio Gattuso potrà utilizzare Lucas Paquetà: lo reputa un buon rinforzo per la corsa alla Champions?

“E’ un giocatore molto dinamico; una mezzala che sa sia interdire che impostare. Tuttavia, non è uno di quei centrocampisti che arrivano in doppia cifra di gol. E’ sicuramente un ragazzo interessante, un buon giocatore, ma non mi sembra quel fuoriclasse che possa fare la differenza cambiando marcia al Milan”.

Cosa succede ad Higuain?

“Sta attraversando una fase involutiva, ma gli è già capitato in passato; anche nella Juventus ha avuto dei periodi altalenanti. Soltanto a Napoli si è espresso con continuità ad altissimi livelli. Ora deve recuperare la miglior condizione fisica perché l’infortunio lo ha un po’ penalizzato. Poi occorre ritrovare la carica e la determinazione che nelle ultime partite gli sono mancate. Mi auguro che torni a crescere presto il suo rendimento.”

In chiave mercato si parla molto di Fabregas per il centrocampo, crede sia un acquisto fattibile a gennaio?

“Penso proprio di sì, anche se sta vivendo una parabola discendente: deve ritrovare l’abitudine di giocare con continuità e bisognerebbe dargli il tempo di ambientarsi nel campionato italiano, dove tutti i giocatori stranieri trovano difficoltà all’inizio. Credo comunque che il Milan lo possa prendere a gennaio”.

Negli ultimi anni i prezzi dei giocatori sono schizzati alle stelle: a cosa è dovuto questo cambiamento?

“A delle operazioni clamorose che ci sono state ultimamente, come Pogba, Neymar e Coutinho: affari che hanno fatto superare il muro dei cento e duecento milioni. Da lì sono aumentate di conseguenza le valutazioni di tutti i calciatori e sono saliti vertiginosamente i prezzi sul mercato”.

Fra i tanti acquisti che ha fatto nella sua carriera da direttore sportivo, qual è quello che la rende maggiormente orgoglioso?

“Me ne vengono in mente diversi. Quello di Hamsik a Napoli, però, mi ha dato una grandissima soddisfazione. E’ diventato il giocatore con più presenze nella storia del club partenopeo, superando anche il record di gol raggiunto da Maradona”.

C’è un giovane talento su cui farebbe un investimento molto importante?

“Sicuramente Tonali del Brescia. E’ un ragazzo che non deluderà tutte le aspettative che si sono create attorno a lui”.

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