ESCLUSIVA – Maniero: “Indimenticabile l’esperienza al Milan, sono tuttora un tifoso rossonero. Cutrone? Ha la stoffa del grande bomber”

ESCLUSIVA – Maniero: “Indimenticabile l’esperienza al Milan, sono tuttora un tifoso rossonero. Cutrone? Ha la stoffa del grande bomber”

Filippo Maniero ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni

di Redazione Il Milanista

Di Simone De Bari

MILANO – L’ex attaccante Filippo Maniero, attualmente allenatore dell’Aurora Legnaro, ha rilasciato una lunga intervista ai nostri microfoni.

Mister, domenica scorsa il Milan ha scavalcato la Lazio al quarto posto. C’è chi sostiene che facendo un grande mercato, i rossoneri potrebbero puntare ancora più in alto: è d’accordo?

“Intanto devo dire che Rino, nonostante le critiche che riceve, sta ottenendo grandissimi risultati, con una squadra che sulla carta non è da primissimi posti. E’ evidente che al Milan manchi qualcosa rispetto a Juve, Napoli ed Inter. Essere al quarto posto, davanti a squadre come Lazio e Roma, è già qualcosa di molto importante. Per ambire alle prime posizioni, i rossoneri avrebbero bisogno di tre o quattro acquisti di altissimo livello, ma credo sia difficile per gennaio”.

Cutrone è arrivato a sette gol in stagione; che ne pensa del suo rendimento?

“Per la giovane età che ha, sicuramente mi sorprende. E’ un ragazzo che sa reggere la pressione, non ha paura. Vestire la maglia del Milan è una grande responsabilità; lui ne è all’altezza. Ha la stoffa del grande bomber. Mi sembra anche un ragazzo umile, uno che in campo dà tutto e proprio per questo piace alla gente”.

Contro il Torino rientrerà Higuain; si aspetta di vederlo particolarmente motivato dopo le due giornate di squalifica?

“Higuain è un valore aggiunto per questa squadra. Ha avuto trenta secondi di follia contro la Juve. Mi ha sorpreso la sua reazione, ma probabilmente, da ex di turno, sentiva troppo la pressione. Aveva anche sbagliato il rigore, quindi era comprensibile che fosse nervoso. Sa di aver sbagliato, per cui mi aspetto che torni in campo con una grande voglia di farsi perdonare da compagni e tifosi. Sarà sicuramente carico a mille.”

Vede il Milan favorito nel match contro i granata?

“E’ una partita difficile per i rossoneri perché incontrano una squadra che sta attraversando un buon momento. Ora il Toro è in zona Europa League, quindi andrà a San Siro con moltissime motivazioni. Tuttavia, credo che il Milan abbia tutte le carte in regola per poter vincere la gara”.

Lei ha vestito la maglia rossonera da gennaio a giugno nel 1998: che ricordi ha di quella parentesi a Milano?

“A livello personale devo dire che è stata una delle soddisfazioni più belle della mia carriera. Vestire la maglia del Milan era un sogno che avevo fin da bambino e tuttora sono tifoso milanista. E’ stata un’esperienza fantastica, che mi ha permesso anche di conoscere grandissimi campioni. Sul piano dei risultati, invece, quella stagione non è andata molto bene; abbiamo anche perso la finale di Coppa Italia con la Lazio e mi dispiace non aver vinto qualcosa in rossonero”.

Attualmente è alla guida dell’Aurora Legnaro, squadra che milita in Promozione: come sta andando questa esperienza da allenatore?

“Ho iniziato da qualche anno a far l’allenatore a livello dilettantistico. L’Aurora Legnaro è la squadra del mio paese e devo dire che mi diverto tanto, quindi è un lavoro che faccio con grande gioia e passione. Mi permette di rimanere a contatto con lo sport che amo. Per il momento mi accontento di questa categoria, poi se sarò bravo e fortunato magari potrò ambire a categorie più importanti. Adesso mi godo questo momento”.

C’è un tecnico che ammira particolarmente?

“Ho avuto la fortuna di essere allenato da Ancelotti a Parma, poco prima di passare al Milan. E’ stato l’allenatore che mi ha sorpreso maggiormente; al di là dei risultati straordinari che ha sempre ottenuto, l’ho apprezzato molto anche come persona. All’interno di una squadra riesce a far sentire tutti importanti. A Parma c’erano giocatori come Crespo, Chiesa, Dino Baggio, Buffon e altri campioni; Ancelotti sapeva dare le stesse attenzioni anche a chi non era di quello spessore. Capisce i giocatori e di cosa hanno bisogno: questo nel calcio è fondamentale”.

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