ESCLUSIVA – Donadoni: “Ogni allenatore sogna il Milan. In rossonero avrei potuto vincere di più”

ESCLUSIVA – Donadoni: “Ogni allenatore sogna il Milan. In rossonero avrei potuto vincere di più”

In esclusiva per “Il Milansita” l’ex c.t. degli Azzurri Roberto Donadoni

di Redazione Il Milanista

ESCLUSIVA – Donadoni: “Ogni allenatore sogna il Milan. In rossonero avrei potuto vincere di più”

Di Luca Spigarelli

Roberto Donadoni, in esclusiva a "Il Milanista" ha concesso un'intervista
Roberto Donadoni, in esclusiva a “Il Milanista” ha concesso un’intervista

MILANO – L’ex giocatore del Milan e allenatore di Italia e Napoli, Roberto Donadoni, ha concesso in esclusiva alla redazione de “Il Milanista” un’intervista. Ecco cosa ci ha detto.

Mister Donadoni, dopo la vittoria del Mondiale del 2006, la FIGC le affidò la Nazionale che aveva appena salutato Francesco Totti. Un commento sulla sue esperienza in Azzurro? 

“Io Francesco Totti non l’ho mai avuto perché lui decise di chiudere il discorso con la Nazionale. Per quanto mi riguarda è stata un’esperienza fantastica, bellissima che auguro a tutti gli allenatori di poter fare. Allenare la Nazionale è qualcosa di speciale”.

Un ricordo di quell’Italia? O qualcosa che, con il senno di poi, avrebbe voluto cambiare? 

“Quando le cose accadono e avvengono dire poi “avrei fatto così, avrei fatto colà” non trovo che abbia senso. Le cose sono andate come sono andate ed è bene che siano andate così. Poi uno deve fare tesoro delle esperienze e imparare per il futuro. Quelle che sono accadute non si possono trasformare e modificare più”.

Recentemente lei ha dichiarato che non c’è stato nessun contatto recente con il Milan…

“Assolutamente. Non è altro che la verità”.

Ma c’è un pensiero da parte di sua di allenare il Milan? 

“I pensieri per uno che fa l’allenatore sono per allenare e poi dopo quelle che sono le opportunità e le possibilità che si presentano uno le valuta. Chiaramente quando si parla di Milan si parla di grandi squadre. Credo che sia lecito per chiunque avere l’ambizione di poter allenare un giorno una squadra come quella rossonera”.

Lei ha vissuto gli anni d’oro del Milan mentre ora i rossoneri faticano un po’. La squadra può tornare a quei livelli? 

“Mi sembra che il Milan si stia riorganizzando in questo senso. E’ chiaro che quello che è stato, è stato ora bisogna guardare avanti. Il Milan ha cambiato proprietà: adesso ne ha una che dà l’impressione a tutti di essere seria che sa quello che vuole. Mi sembra che la squadra sia anche attrezzata bene per potersela giocare con le rivali. Indubbiamente Juventus e Napoli hanno qualcosa in più in questo momento, però il Milan poi, secondo me, se la può giocare con tutte le altre”.

Quindi per Lei il piazzamento minimo è il quarto posto? 

“Beh io credo che come rosa di giocatori possa assolutamente competere con le altre. Poi dire che arrivi terzo o quarto? Io naturalmente mi auguro che arrivi primo, questo è pacifico. Credo che sia un percorso che non sia così immediato da poter realizzare. Mi sembra che le ultime partite recenti la squadra di Gattuso abbia fatto dei buoni risultati: questo credo sia positivo nella costruzione di un futuro che possa avvicinarsi al passato”.

Il Donadoni giocatore ha vinto tantissimo nella sua carriera. C’è un momento a cui è più legato? 

“Direi di no perché quando si parla delle cose che sono già accadute, e quindi non si ha più la possibilità di essere giocatore, si rimane legati a tutto quello che riguarda ciò che è passato che è accaduto. Ci sono stati tanti momenti belli, momenti difficili personalmente però tutto rientra nella normalità delle cose. Potevamo anche vincere anche di più di quanto non si sia vinto però si ha sempre a che fare con degli avversarsi. Anche loro hanno voglia, desiderio e obiettivi da raggiungere. Direi che è una carriera che è andata così e sono soddisfatto di quello che è stata”.

Michel Platini lo ha definito “il miglior giocatore italiano degli anni Novanta”. E’ comunque una soddisfazione essere definito il miglior italiano di quel periodo? 

“Quando qualcuno giudica dall’esterno e fa certe considerazioni e certe valutazioni, soprattutto se poi è stato un grande giocatore, chiaramente non può che far piacere”.

Lei ha avuto tanti tecnici importanti e vincenti. Due sue tutti Fabio Capello e Arrigo Sacchi. C’è qualche allenatore che le ha trasmesso qualcosa?

“E’ chiaro che tutti questi grandi allenatori, Liedholm, Sacchi, Capello, Carlos Alberto Parreira. All’ultimo anno al Milan ho avuto Zaccheroni con il quale abbiamo vinto ancora un campionato. Sono tutti tecnici che qualcosa ti hanno lasciato. Dopo le esperienze che tu hai vissuto le devi trasferire oggi che sei allenatore ai ragazzi alle rose dei giocatori che hai a disposizione. Tutti mi hanno insegnato qualcosa, da tutti ho appreso qualcosa di importante e poi cerco di metterci qualcosa di personale”.

Il suo futuro? E’ in Italia, all’estero o in qualche Nazionale?

“Non escludo nulla assolutamente. Quindi anche se qualora ci fosse un’opportunità all’estero la prenderei in considerazione nel momento in cui la ritengo più opportuna per me”.

Ma intanto, cessioni in vista: CONTINUA A LEGGERE

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