ESCLUSIVA – Collovati: “Milan, contro il Genoa mi aspetto una reazione. Giocare alle 15 non ha alcun senso…”

ESCLUSIVA – Collovati: “Milan, contro il Genoa mi aspetto una reazione. Giocare alle 15 non ha alcun senso…”

Ecco le dichiarazioni dell’ex difensore rossonero

di Redazione Il Milanista

Di Simone De Bari

MILANO – I microfoni della nostra redazione, in vista di Genoa-Milan in programma lunedì, hanno contattato il doppio ex Fulvio Collovati.

Cresciuto nelle giovanili del Milan, ha giocato con la maglia rossonera dal 1970 al 1982. Con il Grifone, invece, ha chiuso la sua carriera, indossando i colori rossoblù dal 1989 al 1993. Collovati è stato anche un pilastro della Nazionale, con cui ha vinto una Coppa del Mondo.

Come esce il Milan dalla sconfitta in Supercoppa?

“I ragazzi di Gattuso hanno giocato una partita di grande orgoglio, hanno tenuto bene il campo. C’è stato molto equilibrio e l’occasione più grande l’ha avuta proprio il Milan con la traversa di Cutrone. I rossoneri ne escono a testa alta”.

Può cambiare qualcosa nella stagione alla luce di questa sconfitta?

“Ovviamente in caso di vittoria ci sarebbe stato un trofeo in più in bacheca, ma la stagione non cambia: l’obiettivo rimane il quarto posto in campionato e il Milan deve mettercela tutta per conquistarlo”.

Continua a far discutere la direzione di Banti…

“Alla fine di ogni partita ci ritroviamo a parlare degli episodi arbitrali. La finale di Jeddah è stata decisa da Cristiano Ronaldo, non dall’arbitro. L’unica perplessità riguarda l’episodio finale di Conti: poteva essere rivisto al VAR. Il rigore, forse, non sarebbe stato assegnato ugualmente, ma sarebbe stato opportuno sfruttare l’ausilio della tecnologia”.

Che idea si è fatto del caso Higuain?

“L’argentino, in queste condizioni, è meglio non averlo in squadra. Ormai ha la testa altrove, è un giocatore perso. Molto meglio puntare su gente disposta a dare tutto per il Milan”.

Il club poteva gestire meglio la situazione?

“Il problema è che le società non hanno più potere: gestiscono tutto i procuratori. Se il manager va a Londra a trattare col Chelsea, il Milan non può fare nulla. E’ stata comunque giusta la scelta di convocarlo per la Supercoppa perché, se la società l’avesse lasciato a casa, sarebbe stata accusata di rinunciare al suo centravanti in una partita molto importante. Forse, però, la cessione andava fatta in un altro momento”.

Cutrone lo ha rimpiazzato bene: merita più spazio da qui a fine stagione?

“Assolutamente sì. Anzi, mi stupisce che parta quasi sempre dalla panchina. Non è forse il caso di puntare di più su di lui? Stiamo parlando di un giocatore di 21 anni che può rappresentare il futuro di questo club. Meritava spazio prima e lo merita ancor di più adesso dopo le ultime prestazioni”.

Mercato: Piatek sarebbe il sostituto ideale del Pipita?

“E’ un buon giocatore, ma un conto è giocare nel Genoa e un altro è farlo nel Milan. Indubbiamente interpreta bene il ruolo ed ha un ottimo senso del gol. Tuttavia, nel Genoa giocano tutti per lui e così riesce a spiccare, tra i rossoneri invece ci sono tante individualità e il modo di giocare è diverso. Attualmente punterei con forza su Cutrone”.

 

Lunedì, contro il Grifone, i rossoneri ripartiranno in campionato: teme che potranno subire un contraccolpo psicologico post-Supercoppa?

“No, anzi. Mi aspetto una reazione immediata. E’ una partita che il Milan deve vincere se vuole restare ancorato al treno per la Champions League. I ragazzi di Gattuso devono archiviare in fretta la sconfitta con la Juventus e guardare avanti: il quarto posto è troppo importante”.

Quali sono i principali punti di forza della formazione rossoblù?

“Innanzitutto Piatek, che in questa situazione farà di tutto per mettersi ulteriormente in mostra. C’è anche Kouamé che è un ottimo giocatore. Inoltre il Genoa è una squadra equilibrata a metà campo, per il Milan non sarà una gara semplice”.

Che ne pensa della scelta di anticipare il fischio d’inizio dalle 20.30 alle 15?

“E’ una decisione che francamente non ho capito. Preferivo quando il calcio veniva vissuto il sabato e la domenica. Giocare di lunedì, alle 15, non ha alcun senso”.

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