ESCLUSIVA – Canovi: “Il Milan sta facendo una buona stagione. Mercato? Le norme Uefa pesano, andrebbero modificate”

ESCLUSIVA – Canovi: “Il Milan sta facendo una buona stagione. Mercato? Le norme Uefa pesano, andrebbero modificate”

Ecco le dichiarazioni del famoso procuratore ai nostri microfoni

di Redazione Il Milanista

Di Simone De Bari

MILANO – L’avvocato Dario Canovi, storico procuratore di calcio, è stato intervistato in esclusiva dai microfoni della nostra redazione.

Siamo ormai arrivati a metà stagione, che ne pensa di questo campionato?

“La Juventus sta confermando il proprio dominio; il gap con le altre squadre è diventato ancora più ampio con l’arrivo di Cristiano Ronaldo. In Italia i bianconeri non hanno avversari. Per il resto, a parte il Napoli che mi sembra il più attrezzato per il secondo posto, è una corsa apertissima. Inoltre non sono convinto che l’Inter si sia già aggiudicata la terza posizione: per la zona Champions c’è una grande lotta”.

Come giudica il cammino del Milan?

“Onestamente non capisco la continua messa in discussione di Gattuso. Mi sembra che il tecnico rossonero, con il materiale che ha a disposizione, stia facendo più che bene. Il Milan è in linea con l’obiettivo stagionale. E’ ovvio, però, che con il fondo Elliott alle spalle e dirigenti come Leonardo e Maldini, il Milan potrà tornare a competere per lo Scudetto nel prossimo futuro. Tuttavia, le squadre non si fanno in un anno; per vincere un campionato serve tempo e sono curioso di vedere cosa farà il Milan l’anno prossimo”.

A gennaio potrà arrivare qualche giocatore importante o i paletti del Fair Play finanziario pesano troppo?

“Ho paura che i limiti imposti dall’Uefa siano molto condizionanti. Personalmente non sono d’accordo con le norme attuali. Chi ha soldi da investire nel calcio, è giusto che possa spendere, altrimenti continuano a vincere sempre le stesse squadre. E’ chiaro che chi vince ha più introiti e quindi continua a vincere. La Uefa e la Fifa dovrebbe pretendere dalle società una garanzia sui futuri pagamenti; una volta ottenuta questa garanzia, è inutile continuare ad impedire gli investimenti. Altrimenti chi investe in un club rischia di non poter portarlo a livelli più alti. Chi è già in alto, incassando più soldi e avendo un bilancio favorevole, parte favorito. Con questo meccanismo però diventa difficile per un investitore rafforzare una squadra che non sia ancora arrivata ai livelli più importanti . Condivido ciò che ha detto Boban qualche giorno fa, le norme del Fair Play finanziario vanno riviste. Non a caso, fra i pochi giocatori che avrei voluto assistere e non ho assistito, uno è proprio Boban: l’ho sempre considerato uno degli uomini più intelligenti nel panorama calcistico internazionale e dimostra di esserlo anche da dirigente”.

Crede che il mercato rossonero possa essere limitato anche nella prossima estate?

“Anche qui dipende da cosa verrà fuori nella discussione tra il Milan e la Uefa. Come ho detto, spero che venga cambiato indirizzo. I dirigenti rossoneri sono molto competenti; mi auguro che gli venga data la possibilità di fare un mercato importante per far tornare grande il club”.

Intanto si continua a cercare un attaccante; pensa che il reparto offensivo abbia davvero bisogno di rinforzi?

“Sinceramente non mi sembra che il Milan abbia grande necessità di prendere un centravanti; in rosa ci sono già due ottimi elementi come Cutrone e Higuain. In altri reparti bisognerebbe fare qualcosa, ma quello offensivo lo reputo uno dei più attrezzati del campionato. E’ vero che l’argentino ha avuto un periodo di crisi in cui non è riuscito a segnare, ma che sia un grande centravanti è fuori discussione. Tornerà presto ai suoi livelli e già nell’ultimo turno di campionato ha mostrato segnali di risveglio”.

Nel frattempo è arrivato Paquetà: è un buon acquisto?

“Sì, è un signor giocatore. Inoltre, pochi conoscono il calcio brasiliano come Leonardo: il fatto che lo abbia voluto fortemente al Milan mi fa pensare che possa diventare un elemento davvero molto importante per questa squadra”.

Quanto pesa il ruolo del procuratore in una trattativa?

“Bisognerebbe fare prima una distinzione fra i grandi intermediari internazionali e i procuratori: sono due professioni diverse. I mediatori sono legati ai grandi fondi d’investimento e spesso determinano i principali trasferimenti. Hanno un potere molto forte nel mercato internazionale. I procuratori hanno la loro importanza, ma questo ruolo è cambiato rispetto a quando lo svolgevo io. Noi assistevamo calciatori, che è una cosa diversa; ora, per la maggior parte, sono mediatori”.

La Fifa ha deciso di reintrodurre l’albo dei procuratori a partire dal 2020: che ne pensa?

“Intanto in Italia già c’è e questo è molto importante, tramite una legge dello Stato che richiede il superamento di un esame per potersi iscrivere all’albo degli agenti. Non solo nel calcio ma in tutti gli sport. E’ una norma che reputo sacrosanta, per dare dignità e professionalità a questo mestiere. Inoltre, sono d’accordo con l’idea che ci debba essere una chiarezza assoluta su dove vanno a finire le commissioni: questo permetterà di capire molte cose sui grandi affari del calcio”.

Ma intanto, incredibile colpo di scena sul mercato: CONTINUA A LEGGERE!

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