Zaccheroni: “Con la stessa squadra Sacchi e Capello sono arrivati 10° e 11°”

Zaccheroni: “Con la stessa squadra Sacchi e Capello sono arrivati 10° e 11°”

L’ex tecnico rossonero: “Il punto di svolta è stata la sconfitta della Lazio, ai miei giocatori brillavano gli occhi”

MILANO – L’ex tecnico del Milan Alberto Zaccheroni ha parlato al portale francese Sofoot.com: “3-4-3 marchio di fabbrica? Ero abbastanza tradizionale all’inizio, come tutti coloro che erano calciatori, ho cercato di riprodurre ciò che avevo sperimentato sul campo. In effetti, ho avuto la possibilità di allenare in tutte le categorie giovanili, e senza lo stress del risultato, ho provato un sacco di cose. Ho iniziato con la marcatura individuale e la zona nel mezzo, e poi ho avuto la forza e il coraggio di cambiare, anche quando ho vinto, perché di solito un allenatore fa l’opposto”.

Bierhoff con me segnava poco? Perché era ben coperto al centro, per esempio, al Milan i terzini avversari si occupavano di Leonardo e Weah, ​​quindi, Helveg e Gugliemimpietro erano liberi di accentrarsi oppure sulle fasce eravamo due contro uno”.

L’arrivo al Milan con Bierhoff ed Helveg? Sapevano cosa fare, questo è vero, ma non sono intervenuti per convincere gli altri. Il trio Albertini, Maldini, Costacurta era molto intelligente.  Con la stessa squadra, sono arrivati 10° e 11° con Sacchi e Capello, la squadra non è cambiata molto quando sono arrivato, non sono arrivate stelle. Avevano vinto tutto con la tradizionale difesa a quattro, ma hanno avuto l’umiltà di seguire le idee di un allenatore che arrivava dall’ Udinese e non aveva avuto una grande carriera da giocatore. Quando ho detto loro del 3-4-3, hanno semplicemente risposto: “Se ne è convinto, la seguiremo”  e hanno portato tutti gli altri giocatori nella loro scia durante le sei settimane di preparazione estiva. E ‘vero, non ci aspettavamo di vincere il campionato, ma quando abbiamo visto le altre squadre rallentare…”

Lo scudetto?  Il punto di svolta è stata la sconfitta della Lazio, allora leader, contro la Juve. L’abbiamo saputo allo sbarco a Udine, dove abbiamo giocato il giorno successivo. Ho guardato i miei giocatori, i loro occhi brillavano, se prima solo 7 o 8 credevano nella rimonta, ora tutti ne erano convinti. Soprattutto perché abbiamo avuto zero infortuni grazie ad una  preparazione eccellente”. Intanto è fatta….

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