Donnarumma: “Orgoglioso di indossare questa maglia e onorarla. Prima delle partite ascolto l’inno del Milan per caricarmi”

Donnarumma: “Orgoglioso di indossare questa maglia e onorarla. Prima delle partite ascolto l’inno del Milan per caricarmi”

Il portiere rossonero alla tv tematica rossonera: “Provo a imitare Neur che fa il quinto difensore”

MILANOGigio Donnarumma è intervenuto ai microfoni di Milan Tv: “Prossima partita? Ci prepariamo come sempre. La stiamo preparando bene. Vogliamo recuperare punti persi per strada. Cercheremo di arrivarci dando tutto in allenamento. Speriamo di fare una grande partita”.

Che effetto mi fa Milan-Napoli? Ci saranno i miei genitori allo stadio. Ho giocato 2 volte a Napoli ed è una grande emozione, ma lo sarà anche a San Siro. Vogliamo far bene per il nostro pubblico”.

Mastalli? E’ un grandissimo amico, ci siamo incrociati in Primavera ed era il capitano. Ora gioca nella Juve Stabia. Ogni volta che li vedo porto bene. Speriamo salgano in B”.

Se grazie a me in Campania ora ci sono più tifosi del Milan? Dalle mie parti ci sono tanti milanisti. Anche prima, ma erano meno in evidenza. Mi fa piacere rendere orgoglio alla mia famiglia che è tifosa del Milan. Sono orgoglioso di rappresentarli”.

Quando torno a casa? Quando torno a casa mia sono circondato da tanto affetto. La casa è sempre piena. E’ un orgoglio. Ho conosciuto Nocerino e lo sento spesso. Sta benissimo in Florida”.

Io para rigori? E’ tutto frutto del lavoro. In allenamento faccio tutto quello che mi succede in gara. Ringrazio mr. Magni che mi aiuta. Conoscendo l’avversario cerco di capire dove lo tirerà. Non è solo studio, ma tanto allenamento”.

Se gli attaccanti mi patiscono? Magari è l’altezza, sono grosso e occupo spazio. Con la mia naturalezza cerco di stare fermo fino alla fine. Magari Ljajic ha visto che mi stavo muovendo e ha tirato centrale. Non so se gli faccio paura, ma cerco di essere naturale”.

Primo trofeo? Bella domanda. E’ indescrivibile. Non avevo ancora realizzato dopo il gol di Mario. E’ stato frutto del gruppo. Siamo un grande gruppo e c’era tanta voglia di vincere. Siamo stati beni. E’ stata una cosa indescrivibile”.

Piccolo siparietto con il portiere rossonero che ha insegnato come si prepara il vero caffè napoletano

La parata su Khedira? Diciamo che mi viene naturale. Non so come spiegarla. Ci si allena ed è tutto del lavoro. C’è tanto sacrificio in questa parata. Sono orgoglioso di fare questi sacrifici. Sono orgoglioso di questa maglia, di indossarla e onorarla”.

Il boato di San Siro? L’ho sentito. Ho sentito il boato anche dopo il rigore di Belotti. E’ un’emozione che non si può spiegare”.

Dolce fuori, ma in campo cattivo? Indossiamo una maglia che bisogna onorare. Ci vuole cattiveria e tutta la squadra ce la mette sempre. Lavoriamo anche sulla cattiveria. Cerco di spronare i compagni nelle difficoltà e c’è bisogno della mia carica. Sanno che ci sono sempre, così come io so che ci sono”.

Portiere più giovane della Nazionale? Diciamo che all’inno mi sono emozionato. E’ un’emozione indescrivibile anche quando entri in campo c’è quella tensione che ti fa. Il pubblico mi ha accolto bene”.

Che regalo mi aspetto dalla stagione? Spero di tornare in Europa. Spero di riuscire ed è il nostro primo obiettivo. Cerchiamo di far bene partita dopo partita”.

Se provo paura? Sicuramente ci sono dei momenti in cui ti senti un po’ in difficoltà, ma io cerco di rimanere sempre concentrato. Se hai timore è peggio. Devi cercare di trasmettere tranquillità alla squadra perché hanno bisogno di questo, di mantenere tranquillità in momenti del genere”.

Mia madre? La devo ringraziare, mi sono sempre vicini e non mi fanno sentire la lontananza da loro. Ringrazio anche la mia fidanzata che mi è sempre vicina. Mia mamma che è sempre la mamma e anche la mia fidanzata. La mamma mi scrive spesso su Whatsapp. La sera sempre la mamma Maria…anche la nonna”.

Mio padre? Non le può guardare le partite. Contro il Torino la prima giornata poi a casa non camminava. Anche mio cognato sta diventando rossonero. Lo sto portando dalla parte giusta (Ride)”.

Calabria? Scherziamo tanto. Mi vuole sempre picchiare perché gli do fastidio (ride)”.

Romagnoli? Quando è in viaggio dorme sempre”

José Mauri? Lo sento spesso. Gli sono molto legato. A Empoli lo cercavo e siamo molto amici”.

In studio si gioca con Gigio. Prima gli hanno sottoposto i quiz della patente e successivamente un quiz musicale sui cantanti Napoletani.

Che musica ascolta Kucka? Roba in inglese, ma non è per me (ride)”.

L’inno del Milan? Lo ascolto quando esco dal pullman per andare negli spogliatoi. Mi da tanta carica. La sento sempre, chiudo gli occhi e mi carico per la partita”.

Primo allenamento? Sì ero a Pinzolo in ritiro. Vedevo che c’era un’attenzione un po’ più particolare. Erano le prime volte ed ero teso. Non ho sentito commenti, ma vedevo che erano attenti. Se mi rivedo ogni tanto? Sì a volte”.

Dopo l’intervento telefono del suo preparatore Alfredo Magni: “Mi sono emozionato. Ringrazio il mister Magni per quello che fa ogni giorno. Io spero di dare sempre me stesso e il massimo. Il mister mi aiuta e mi ha aiutato tanto. Lo ringrazio tanto e gli do tutta la mia disponibilità”.

La palla di neve di Suso? E’ un giocherellone. Quando sei distratto ti colpisce sempre. Poi fa finta di niente e sappiamo già che è lui. C’è un bel clima in spogliatoio”.

A San Siro? Ringrazio il pubblico che mi da tantissima carica. Quando entro li sento, poi mi concentro e li sento di meno. Sono sempre con me e mi danno carica. Il count down per l’ingresso del Milan? Sono già in campo quando lo fanno. Mi da carica anche quando entrano i miei compagni”.

Le uscite con i piedi? C’è più equilibrio. Lo scorso anno a Frosinone sono andato un po’ in difficoltà. Ho visto subito Mihajlovic che si è girato e ha detto qualcosa (ride). Poi mi sono ripreso. Sono migliorato tanto anche nell’equilibrio”.

Quando dribblo gli attaccanti? In quest’anno e mezzo ne ho fatti. Però quando non hai soluzione devi fare anche quello. In questi anni il ruolo del portiere si è trasformato anche in quello. Prima era solo in porta. Vedo anche Neur che fa il quinto difensore e provo a imitarlo”.

Il terremoto? Non ci sono parole. Siamo tutti dispiaciuti. Chiedo di andare su Fondazione Milan per aiutare queste persone in difficoltà. Tutta la squadra è vicino ai terremotati”.

Ai tifosi? Vi aspetto a San Siro, abbiamo bisogno di voi”. Intanto il Milan guarda in casa del Porto…

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