Taibi: “Bene Rodriguez e Conti. Donnarumma non era il colpevole…”

Taibi: “Bene Rodriguez e Conti. Donnarumma non era il colpevole…”

L’ex portiere parla in un’intervista del Milan, di come si svilupperà la stagione

MILANO – Massimo Taibi, ex portiere di Milan e Manchester United, è stato intervistato da milannews.it e si sono toccati tanti punti, dalla stagione del Milan e Bonucci, ma anche del preliminare contro il Craiova: “Due gare assolutamente non facili, nonostante il pensiero collettivo. I rumeni a livello fisico erano nettamente più avanti, bastava guardare un secondo di partita per accorgersene. La preparazione della squadra di Mangia era logicamente più in là, dato l’inizio anticipato del loro campionato. Ma questo tipo di incontri, in generale, dove una big ha tutto da perdere, sono sempre delicati, un passo falso può essere sempre dietro l’angolo e trasformarsi in una figuraccia ampiamente indesiderata. Il Milan invece ha saputo usare la testa, vincendo meritatamente. Ottima la formazione di Montella nel saper concretizzare al momento giusto, cavalcando l’entusiasmo. Ora i play-off contro lo Shkendija, doppio confronto non proibitivo, esattamente come il turno precedente, ma assolutamente da tenere d’occhio. Sottovalutare i macedoni sarebbe un peccato mortale”.

Il migliore tra i nuovi arrivati – “Tutti hanno disputato una buona partita, sia i titolari che i subentranti come Çalhanoglu, André Silva e Borini. Se lei mi chiede un nome su tutti, io dico Ricardo Rodríguez. Sapevo fosse bravo, ma non così tanto. Lo osservavo al Wolfsburg ma non mi ha mai rubato l’occhio come invece è successo giovedì sera”.

Le fasce in mano a Rodriguez e Conti – “Andrea è un ottimo giocatore, sia da terzino che come esterno. Per il modo di giocare che ha Montella, con un 3-5-2 abbastanza delineato all’orizzonte, credo possa trovare in Conti una pedina micidiale, capace di far male a tante formazioni. Già dimostra grande maturità, con lui e Kessie la dirigenza rossonera si è assicurata due grandissimi talenti. Veramente un bel mercato in prospettiva”.

Su Donnarumma – “Assolutamente sì, non avevo dubbi. Un momento di puro calcio romantico, davvero toccante, ricco di emozioni. Parliamo di un diciottenne che, se mai abbia sbagliato, lo ha fatto in buona fede. Tutte le vicende estive, tutto il caos, tutte le cose che sono uscite non erano farina del suo sacco. Anche perché devo ancora conoscere chi a 18 anni possiede dosi di personalità per dire ‘No, non firmo con il Milan’. Era una strategia di mercato portata avanti dal suo procuratore, poteva inasprire i rapporti tra le parti ma i tifosi del Milan, come sempre, sono stati maturi a capire che Gigio è un ragazzo per bene e che non era il diretto colpevole. È stato capito e perdonato”.

L’attacco – “Io dico Aubameyang. È molto più di una semplice punta, ha fatto benissimo al Dortmund. Va inserito di diritto nella categoria: attaccanti che fanno fare il salto di qualità. Al momento il Diavolo ha una squadra da prime posizioni in Italia, con l’arrivo di Pierre potrebbero veramente sognare per qualcosa di più e lottare in campo europeo. In pochi si aspettavano una simile sessione di mercato, Fassone e Mirabelli hanno svolto un lavoro strepitoso in attesa del big davanti”.

Tour de force, tre trasferte per i rossoneri – “Per niente facile. Quando giocavo nelle provinciali, speravamo tutti di prendere delle grandi nelle prime giornate per provare il colpaccio. Certi squadroni è meglio beccarli all’inizio che non hanno ancora la giusta intesa e l’amalgama necessaria, piuttosto che trovarli a metà stagione in piena corsa. La prima giornata a Crotone è insidiosa: lo Scida sa creare il clima giusto per trascinare la propria squadra e Nicola ha tra le mani una formazione già rodata, non assemblata all’ultimo secondo. I rossoneri non saranno, logicamente, al cento per cento tra stanchezza per i voli e carichi di lavoro”.

 

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