Rivera: “L’Italia sta facendo bene anche senza individualità”

Rivera: “L’Italia sta facendo bene anche senza individualità”

L’ex rossonero: “San Siro è lo stadio ideale per i tifosi”

Rivera

MILANO – Gianni Rivera ha parlato a Vivoazzurro.it in vista di Italia Germania: “Forse non ho mai raccontato che io ero partito per calciare di sinistro sul primo palo, ma poi vedendo il movimento di Maier, ho scelto in pochi istanti di cambiare direzione al tiro. Facendolo, ho anche cambiato piede di calcio. Un particolare di cui mi sono accorto soltanto rivedendo il gol in televisione… Fu una rete che, nella sua semplicità, racchiuse in sé tutte le mie abilità: lucidità, velocità di pensiero e tecnica. Dalle mie parti stazionava Franz Beckenbauer, mi ricordo che stoicamente correva con il braccio fasciato al collo, a causa di una lussazione alla spalla. Poi… fu una partita in cui successe di tutto! Vincevamo uno a zero e al 90′ il mio compagno in rossonero Schnellinger che, consentitemi la battuta, probabilmente si stava già dirigendo verso lo spogliatoio, si ritrovò tra i piedi la palla del pareggio, facendo così il suo unico gol in nazionale… Poi mi sono sentito un po’ responsabile per la rete tedesca del 3-3, perché l’avevamo subita sul palo che stavo coprendo io. Così, quando ho avuto la palla del 4-3, sono stato ancora più motivato a fare gol”.
Com’è cambiata la Germania? E’ sempre quella. Gioca un ottimo calcio, e non ha mai mancato la qualificazione alle fasi finali dei Mondiali. Oggi è una squadra di alto livello, che beneficia anche del lavoro svolto a livello federale sui settori giovanili”.
Chi ammiro della Germania? Ai miei tempi forse avevano sia un gruppo coeso che delle grandi individualità. Ora hanno tanti ottimi giocatori, ma non vedo un vero e proprio numero uno, come poteva essere Beckenbauer”.

L’Italia? Sta facendo bene. Non ci sono individualità eccezionali, ma molti giocatori di qualità. E’ un buon gruppo, figlio di quello che ha ben figurato agli Europei”.

“Aggettivi per la sfida? Concreta, europea, viva”.

“Giocare a San Siro? E’ lo stadio ideale. Non avendo la pista di atletica si sente maggiormente il calore dei tifosi”.

Intanto buone notizie per Niang

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IlMilanista

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