Maldini: “Donadoni? Può diventare l’allenatore del Milan”

Maldini: “Donadoni? Può diventare l’allenatore del Milan”

L’ex capitano del Milan: “Lo chiamavamo osso perché non mollava mai, era un martello, evidenziava sempre fuori e dentro il campo la sua serietà e la sua professionalità”

MILANO – Paolo Maldini, storico capitano del Milan, ha parlato al Corriere di Bologna: “Il Miami? No, ho solo aiutato Riccardo Silva e ho una piccola percentuale ma io non ho alcun ruolo operativo”.

Se mi dicono Donadoni?  L’osso che era. Lo chiamavamo osso perché non mollava mai, era un martello, evidenziava sempre fuori e dentro il campo la sua serietà e la sua professionalità”.

Sacchi l’ha definito eroe? Di eroi in quella squadra allora ce n’erano tanti. Al di là di ciò, Donadoni è stato un grande giocatore e per qualità di gioco e risultati sta dimostrando di saperci fare come allenatore”.

Da tecnico? Da allenatore ha fatto il percorso inverso, partendo dalla Nazionale. La carriera dell’allenatore
è figlia di tante variabili, non sempre puoi essere libero al momento giusto, poi c’è chi le proprie qualità le evidenzia subito e chi ha bisogno di più tempo”

Le sue qualità? La tenacia, la forza morale e mentale di non abbattersi davanti a niente. Quello che ha fatto a Parma è indicativo, per tutti è stato fino agli ultimi attimi del campionato il comandante di una nave che stava affondando
per colpe di altri. Da giocatore ha vissuto realtà diverse ma di sicuro le esperienze che ha avuto con Sacchi, Capello, Ancelotti, Zaccheroni gli sono servite”.

A chi assomiglia di questi allenatori? Non avendolo avuto come allenatore, faccio fatica a rispondere, l’allenatore non è solo quello che manda in campo la squadra e la fa giocare secondo le proprie idee, è anche quello che gestisce il gruppo. Di sicuro è più tranquillo di quanto lo fossero Sacchi e Capello, esterna meno le sue emozioni, le sue sensazioni, i suoi pensieri”

Se mi avesse allenato lui? Farsi guidare da un grande allenatore è sempre bello. Ma sa, tra me e Roberto ci sono 4 anni di differenza, con Carletto Ancelotti la differenza di età era più marcata”.

Come compagno? Quella era una squadra con tanti uomini veri e di quel Milan Donadoni era l’emblema. Roberto
è sempre stato tanta sostanza e pochi fronzoli”.

Il Bologna?  Quello del Bologna è un percorso lungo. Voglio dire che devi saper abbinare la concretezza all’idea del progetto a lunga scadenza. Per il momento il Bologna sta facendo il massimo. E anche quando crescerà Donadoni sarà l’uomo giusto. Perché uno con la sua competenza è bravo qualunque sia l’obiettivo. Non dimenticherò mai il giorno che per lui ho avuto paura e come ha saputo rialzarsi…Quello è Donadoni”.

Il Milan? Puoi arrivare anche al Milan e poi non è il Milan che è pronto a vincere. Devi essere anche fortunato,
per poter vincere devi essere scelto al momento giusto. Poi è evidente che devi essere anche bravo. Per ora posso
dire solo che Donadoni è bravo”.

Dove può arrivare? Spero che abbia fortuna. Perché ci vuole anche fortuna nella vita, non basta essere bravi. Ricorda la storia di Ancelotti?  Stiamo parlando di un grandissimo ma la sua vita è cambiata nel giro di 24 ore. Stava per firmare per il Parma, poi successe che il Milan doveva cambiare allenatore e lo chiamò. Carletto ha vinto due Champions League e da lì è partito, diventando l’Ancelotti che è stato protagonista al Chelsea, al Psg, al Real e
ora vincera anche con il Bayern” Intanto è fatta….

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