Galli: “Per il derby non servono motivazioni”

Galli: “Per il derby non servono motivazioni”

Il responsabile del settore giovanile: “Derby più bello? Quelli del primo anno di Sacchi, li vincemmo tutti e due”

MILANO – Filippo Galli, responsabile del settore giovanile rossonero, ha parlato a Ilposticipo.it: “Il derby è sicuramente una partita diversa dalle altre, le motivazioni per un incontro del genere non servono, arrivano da sé. La tensione si faceva sentire già dalla vigilia, ma contenuta ed unita ad una particolare concentrazione: anche perché con me, Baresi, Maldini, Costacurta, Evani eTassotti la squadra era caratterizzata da un gruppo con un’identità forte, gente che sentiva in modo particolare la stracittadina per il grande senso di appartenenza al club, vivevamo la partita in una maniera particolare. Mi ricordo che quando sono arrivato in prima squadra nel Milan ogni derby è stato complicato e difficile per noi, fino a quando il gol di Hateley in stacco su Collovati per il gol del 2-1 (Milan – Inter 2-1, stagione 84-85) e l’arrivo di Berlusconi nel 1986 hanno migliorato decisamente il bilancio dei risultati. Perdere brucia e dà molto fastidio, soprattutto per non aver regalato una gioia ai propri tifosi, ma a Milano non si campa di rendita soltanto per il derby, è comunque una partita che da punti come le altre, una volta giocato pensavamo già alla partita successiva. Il derby che mi è rimasto nel cuore? Sicuramente, oltre a quello già ricordato vinto grazie ad Hateley, quelli del primo anno di Sacchi, li vincemmo tutti e due, all’andata per 0-1 grazie all’autogol di Ferri, al ritorno per 2-0 con gol di Gullit e Virdis. Facevamo un gran bel gioco, fatto anche di tanto pressing, e infatti mi ricordo in quest’ultimo il gol di realizzato rubando palla alla difesa dell’Inter, quando Virdis la soffiò a Passarella. Eravamo una squadra che trascinava ed entusiasmava il pubblico, vivere il derby con quell’atmosfera era ancora più bello”. Intanto Montella svela la formazione….

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