Ambrosini entusiasta del Milan: “E’ da Champions”

Ambrosini entusiasta del Milan: “E’ da Champions”

L’ex rossonero, oggi commentatore per Sky, parla del club Milanese e si alcune soprendenti operazioni, come quella per Bonucci: “Mi ha stupito nelle tempistiche”

MILANO – Massimo Ambrosini ha giocato nel Milan per 5 anni e oggi lo osserva e commenta dagli studi di Sky Sport. Ecco le parole rilasciate a Tuttosport sulla sua ex squadra.

AMBROSINI
AMBROSINI

Cosa le piace di più di questo Milan rivoluzionato?

«Mi piace l’entusiasmo, la disponibilità dei giocator i. Mi piacciono le variabili che sono a disposizione di Montella».

E cosa la preoccupa, invece?

«Mettere insieme tutti questi giocatori comporta delle incognite naturali. E in più c’è da considerare l’impegno dell’Europa League, che l’Inter, una delle probabili rivali per la qualificazione in Champions, ad esempio non avrà».

Si può dure che il simbolo della campagna acquisti sia l’arrivo di Bonucci?

«E’ un’operazione che mi ha sicuramente stupito nelle tempistiche. Bonucci è un professionista e non si farà spaventare. In ogni caso arrivare al Milan alla sua età e con quel passato in bianconero è una gran bella sfida».

Giusto assegnargli la fascia da capitano?

«Bisognerebbe chiederlo a Montolivo. Immagino l’abbiano avvisato e gli abbiano spiegato bene la scelta. I modi, in questi casi, sono fondamentali».

Al terzo anno al Milan, Romagnoli è atteso alla definitiva consacrazione…

«E’ un anno fondamentale per lui. E’ arrivato che era una promessa, adesso deve crescere ulteriormente. Con Bonucci, dovrà riuscire a legare l’eleganza di gioco all’abilità nella marcatura: se cresce nell’uno contro uno, diventa un campione a tutti gli effetti».

Da un giovane all’altro: Donnarumma come vivrà la stagione successiva a un’estate ricca di polemiche e colpi di scena?

«Certo, la vicenda poteva essere gestita in maniera differente, ma non avevo dubbi che la soluzione più logica sarebbe stata rimanere al Milan. Non lo conosco personalmente, ma so che è un ragazzo sensibile e come tale può avere avuto qualche tentennamento. Ma ha qualità tecniche che non si discutono e che non saranno minate da quel che è successo a giugno. Allo stesso modo, anche sui tifosi non avevo dubbi che lo avrebbero riaccolto come un idolo».

L’hanno convinta le scelte in attacco?

«E’ lì che si gioca la stagione del Milan. Lì si farà la differenza per andare in Champions League. Non si può pretendere che Cutrone faccia 20 gol, Andrè Silva avrà bisogno di tempo per adattarsi e adesso è arrivato anche Kalinic. Vedremo…».

Questo Milan le ricorda qualche squadra in cui ha giocato?

«No, noi non abbiamo mai avuto rivoluzioni così importanti. Nel mercato ci bastava inserire un giocatore pregiato alla volta. La squadra c’era».

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