Albertini: “Il Milan è una bella certezza, la squadra è un cantiere aperto ma sul closing troppa incertezza”

Albertini: “Il Milan è una bella certezza, la squadra è un cantiere aperto ma sul closing troppa incertezza”

L’ex rossonero ha parlato del Milan, del suo grande inizio di campionato e della nuova linea giovane e italiana promossa da Montella

MILANO – Demetrio Albertini, storico numero 4 rossonero, è stato intervistato da Calciomercato.com. Nella lunga intervista rilasciata ai microfoni del portale specializzato in mercato ha affrontato svariati temi, dal sorprendente secondo posto del Milan, al closing, fino ad arrivare al progetto di una squadra giovane e italiana che Albertini sostiene già da qualche anno.

SUL SECONDO POSTO: Sono un tifoso anche io e devo dire che in campo il Milan si è rivelato una bella certezza. Ci sono tanti ragazzi che stanno crescendo e trovando continuità. Il Milan è un cantiere aperto, i giovani stanno facendo bene ma più che dell’esaltazione nel momento positivo avranno bisogno della protezione nel momento negativo. De Sciglio è l’elmblema di questo concetto, ha già vissuto tutto questo. Dall’esaltazione iniziale alle tante critiche da cui è stato bersagliato in seguito. Bisognerà essere equilibrati nei giudizi anche nei momenti negativi.”

IL CLOSING: Sul closing c’è una grande incertezza, che desta preoccupazione e curiosità: ognuno si chiede quello che potrebbe essere. Quando manca una chiara comunicazione diventa difficile capire quello che può succedere. Io sono un curioso spettatore come tutti i tifosi, l’assenza di comunicazione lascia incertezza. Ora aspettiamo il 13 dicembre, per ora quelle sul rinvio sono solo voci. Abbiamo sentito così tante ipotesi che è difficile pensarne una nuova. Bisogna aspettare con fiducia quello che sarà, io spero che si possa risolvere tutto nel miglior modo possibile, senza sapere però quale sia davvero la soluzione migliore, visto che non sono a conoscenza dei fatti. Aspettiamo il 13 e vediamo.”

SUL MILAN GIOVANE E ITALIANO: Questo progetto di Milan era stato dichiarato da tempo, ora è stato concretizzato. Io credo molto nel senso di appartenenza, che si può creare non solo dal settore giovanile ma anche dall’italianità. Essere cittadini del Paese in cui si gioca è importante ed è una caratteristica che va difesa, in Italia invece questo viene trascurato. Abbiamo visto negli ultimi anni la Juventus e il Sassuolo che hanno costruito i loro risultati su una base italiana, ora il Milan e l’Atalanta. Si è parlato per tanti anni di “cantera”, una parola che piaceva a tutti. Io difendo l’italianità, non a discapito degli stranieri, ma credo che il senso di appartenenza venga dato dai giocatori locali, bisogna anche sforzarsi per aspettarli”

SU LAPADULA: Lapadula è la riprova che bisogna riaprire il mercato interno e che la Serie B può essere molto formante anche per le big italiane. L’anno scorso ha fatto un campionato straordinario con il Pescara e ora è pronto per la Serie A. Ai miei tempi c’era una sorta di ascesa, i giovani dal basso crescevano ed arrivavano in alto. Oggi spesso invece in Serie B vengono spediti gli esuberi“.

IlMilanista.it

LEGGI ANCHE LE PAROLE DI BERLUSCONI SUL CLOSING

LEGGI ANCHE: UN CLUB SPAGNOLO SULL’ATTACCANTE ROSSONERO

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy