Dall’Inghilterra l’inchiesta su Yonghong Li

Dall’Inghilterra l’inchiesta su Yonghong Li

Il quotidiano inglese The Guardian ha pubblicato un’inchiesta sulla figura di Yonghong Li, neo presidente e proprietario del Milan: un dipinto preoccupante, tra prestiti e truffe

 

Di Delia Paciello

MILANO – Il giornale britannico The Guardian ha pubblicato un’inchiesta della redazione sportiva, a firma Ed Aarons, sulla figura del nuovo proprietario e presidente rossonero Yonghong Li: il dipinto che ne vien fuori è tutt’altro che rassicurante.

Al momento il Milan è il grande protagonista del mercato, già a lavoro in primavera per formalizzare alcuni nuovi acquisti e spianarsi la strada per sfiorare colpi da sogno, per ora visibili solo all’orizzonte. Ma appare ora rinvigorito in vista della prossima stagione: una ventata di entusiasmo proveniente da Oriente, che però non si manifesta ancora sul campo, ma che sembra mettere le premesse per il prossimo campionato ad alti livelli.

Ma fra tutte queste belle premesse nascono i dubbi del The Guardian:  una voce fuori dal coro che parte dal famoso prestito di 300 milioni richiesto al fondo internazionale Elliott Management per completare l’acquisto del club rossonero: un granello di sabbia rispetto alla spiaggia che rappresenta il patrimonio di Li. Ma qualcosa non quadra: il tabloid inglese lo spiega attraverso le parole di Alain Wang, giornalista del quotidiano cinese Titan Sport: “Il governo ha posto delle restrizioni sugli investimenti all’estero, perché ha il timore che possa essere una scusa per spostare capitali fuori dai confini. Nel caso di una società di calcio, poi, realizzare profitti dopo l’acquisto è impossibile: l’unica spiegazione è che si tratti di un’operazione volta a sfruttare il marchio Milan per investire in realtà nel mercato immobiliare”.Silvio_Berlusconi_Han_Li

 

 

 

 

Una presenza sospetta all’interno del nuovo CdA

La presenza di Paolo Scaroni, ex numero uno dell’Eni e collaboratore personale di Silvio Berlusconi, all’interno del nuovo CdA mette nuovi dubbi. Rappresenta una figura che potrebbe garantire una continuità della vecchia proprietà. Una scelta che alimenta le perplessità: sembra che Berlusconi voglia ancora avere un’influenza sulle decisioni che riguardano il Milan.

 

Il vero ruolo della Elliott e quello di Yonghong Li: le ipotesi

“E’ incredibile come la stampa italiana abbia completamente perso la capacità di analizzare la situazione, scrivendo di un grande futuro per il Milan senza nemmeno cercare di chiarire la provenienza dei nuovi proprietari“, nota il sociologo Pippo Russo, professore di stanza all’Università di Firenze. Un argomento trattato ampiamente sempre sulle colonne del The Guardian dallo stesso Wang: Fin dall’inizio dell’operazione il mio giornale ha scritto considerazioni totalmente opposte a quelle riportate dalla stampa italiana. Che solo ora comincia ad avere qualche sospetto sulla vera consistenza di questo progetto. Ma la realtà ci dice che sarà il fondo Elliott a diventare a breve il proprietario del Milan, mentre dietro Yonghong Li ci sono molti investitori cinesi con altri interessi e non si possono rivelare i loro nomi”.

 

I precedenti cinesi del presidente del Milan, tra truffe e sanzioni

Di sicuro non aiutano a mettere tranquillità le numerose vicende delle quali Yonghong Li si è reso protagonista in Oriente: nel 2010 il quotidiano Shanghai Zhengquan lo accusò di essere al centro di una cosiddetta truffa piramidale che costò a 800 investitori la bellezza di 90 milioni di sterline complessive. Il padre e lo zio dell’attuale presidente del Milan vennero addirittura condannati al carcere, prima di mettersi in salvo fuggendo ad Hong Kong; nel 2013, invece, anni in cui la China Securities Commission lo multò per aver prima nascosto la cessione e poi rinunciato alla vendita di pacchetti azionari alla Shanghai Duolun Industry Co, colosso nel campo immobiliare. Eppure sono le uniche notizie sulla nuova proprietà cinese, avvolta da un alone di mistero.

Li Yonghong

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