Mondonico e la sedia: il gesto che l’ha consegnato alla storia

Mondonico e la sedia: il gesto che l’ha consegnato alla storia

Riviviamo, nel triste giorno della sua scomparsa, la partita in cui Mondonico stupì tutto il mondo.

di Redazione Il Milanista

MILANO – 13 maggio 1992. Di solito, in un sito calcistico, le date del quinto mese dell’anno coincidono con il ricordo di qualche trofeo, di qualche magnifica serata con una delle nostre squadre che alza al cielo una Coppa, magari anche quella più prestigiosa. Quella sera, però, quel 13 maggio 1992, nessun trofeo si librava in alto. Ma una sedia, un’insignificante e banale sedia. Autore di uno dei gesti più assurdi, ma riusciti, della storia del calcio fu Emiliano Mondonico, scomparso proprio oggi all’età di 71 anni in seguito ad una lunga malattia.

Ajax e Torino erano in campo allo Stadio Olimpico di Amsterdam per la finale di Coppa Uefa; è’ il Torino di Enzo Scifo, Gianluigi Lentini, Walter Casagrande, di Pasquale Bruno. E’ il Torino guidato in panchina da Emiliano Mondonico. I granata sono a 90 minuti dal trionfo europeo, ma hanno bisogno di un gol, almeno un goal.

E’ una partita incredibile, con il Torino che, palo a parte, crea e ricrea, ma si illude e rimane deluso, sofferente e in lacrime. Il primo tempo si chiude a reti bianche, ma i granata non rinunciano ad attaccare. Cravero si lancia in area di rigore, tentando di saltare Frank De Boer, ma cade a terra. Il rigore non c’era sia chiaro, ma dal campo è un’altra cosa, lo stato d’animo di quei momenti non poteva farlo percepire. Dalla panchina sembra rigore, abbastanza netto. Dalla panchina si alza Emiliano Mondonico. Anzi, è Emiliano Mondonico ad alzare la panchina, o meglio, le sedie con cui, a quei tempi, si componevano le panchine.  Emiliano Mondonico non ci pensa due volte. Prende una sedia e la solleva al cielo. In segno di protesta verso un torto clamoroso, un segno di amore, un segno di profonda e amarissima delusione. Un gesto genuino, di cuore, di pancia, di puro istinto. E’ l’attimo che consegna alla storia Mondonico e la sua sedia alzata verso il cielo. Non un trofeo, anche se era una notte di maggio.

 

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