Milan, 3 spunti sul girone d’andata

Milan, 3 spunti sul girone d’andata

Il sito ufficiale del Milan fa il punto sul campionato

MILANO – Il sito ufficiale del Milan ha fatto il punto sul girone d’andata: “1 – DA CERCI A BACCA: COME CAMBIA LA PRIMA DELL’ANNO
Un anno fa, nella prima partita dell’anno solare, la palla del match l’aveva avuta il Milan: ma Cerci, solo per tutta la sua fuga nella metà campo avversaria, sbaglia solo davanti al portiere. Graziato, il Bologna non ringrazia ma infierisce e vince grazie alla rete di Giaccherini. Un anno dopo, accade esattamente il contrario e a parti invertite. Isla, sul suo match point, è in fuorigioco e il risultato resta sullo 0-0. Pochi minuti dopo, Bacca e Lapadula trovano il gol della vittoria. non sono cose che accadono per caso. Il Milan dell’8 gennaio 2017 è stato più costante e volenteroso del Milan del 6 gennaio 2016. E Milan-Cagliari non è la prima partita del girone d’andata che la squadra rossonera avrebbe pareggiato o perso, se confrontata con andamenti analoghi delle due precedenti stagioni. È anche questo il segno della svolta, ben sintetizzato dai 2 punti a partita conquistati nelle “prime” 8 giornate del Torneo. Usiamo le virgolette perchè 18 giornate sono già una buonissima e importante unità di misura. si tratta di una media che, sempre negli ultimi due anni, il Milan aveva tenuto soltanto nelle prime 7 giornate della stagione 2014-15 (Inzaghi allenatore) con 14 punti conquistati in avvio di stagione.

 

2 – I GIOVANI DEL MILAN TRASCINANO LA SQUADRA
Milan-Cagliari è stata la seconda partita consecutiva, dopo quella di Doha, conclusa con il Milan vittorioso nel momento in cui Mattia De Sciglio indossa la fascia di capitano. Mattia ha 24 anni appena compiuti, è al Milan da 14 anni e nel secondo tempo della sfida con il Cagliari ha giocato con grande coraggio. Lo stesso con cui Manuel Locatelli ha alzato la squadra e recuperato palloni a più non posso, sempre contro i sardi. Lo stesso coraggio con cui Gigio Donnarumma, in questo caso a Doha, ha tenuto una delle parate della vita per l’ultimo rigore bianconero, quello del fortissimo Dybala. Solitamente nelle grandi squadre si cerca di non dare troppe responsabilità ai ragazzi. E anche il Milan di questa stagione, sia pure impostato dichiaratamente sui giovani e sugli italiani, cerca di non farlo a livello mediatico e sostanziale. Ma il fatto è che loro, le responsabilità, se le prendono. Stanno aumentando i casi in cui la sala macchine della squadra, nelle partite difficili e complicate della stagione, è guidata e ispirata dai giovani. I rossoneri cresciuti nel Settore Giovanile non vanno in campo in Prima squadra per vedere cosa succede o per accodarsi alla partita impostata dai compagni. Al contrario, incidono e determinano. I giovani, nel corso della loro carriera, possono cambiare per molti aspetti, nel bene o nel male. Ma quando la personalità è già così forte (Manuel Locatelli ha compiuto domenica solo… 19 anni!), si può pensare di essere davvero sulla strada giusta per una spina dorsale giovane, italiana e rossonera che possa durare negli anni ad alti livelli.

 

3 – PALETTA E SUSO, DUE CASI EMBLEMATICI
Solo i fuoriclasse sono tali ovunque e comunque, in qualsiasi stagione e in qualsiasi squadra. La stragrande maggioranza degli altri giocatori è legata invece ad una serie di circostanze. Ad esempio la fiducia dell’allenatore, ma anche la conformazione tattica della squadra e l’umore complessivo dei tifosi. Paletta e Suso sono arrivati entrambi al Milan nel gennaio 2015. Un mese negativo, a metà di una stagione “segnata” dalla sconfitta nella prima partita dell’anno solare contro il Sassuolo e non più raddrizzata dal Milan nel corso del girone di ritorno. In casi del genere si creano incrostazioni, polemiche, sfiducia, problemi. Il più classico dei circoli viziosi. È il contesto nel quale sia Paletta che Suso non hanno trovato nessuna delle condizioni ideali per esprimersi. Lo stesso è accaduto nell’estate del 2015 quando, con una conduzione tecnica diversa, il Milan ha ritenuto, in buona fede come sempre, di puntare su Alex e Honda. Probabilmente per una questione di esperienza e di equilibri. Il centrale argentino e il folletto spagnolo sembravano dunque ormai persi, destinati ad entrare nel vortice dei prestiti ad altri Club prima di essere ceduti a titolo definitivo. Una carriera invece può sempre girare in positivo, naturalmente in presenza di un filotto di situazioni favorevoli. Vincenzo Montella le ha create tutte, una dopo l’altra, per Paletta e Suso. E il girone d’andata del Milan 2016-2017 dimostra come, insieme a Bonaventura e Romagnoli, i due ex prestiti sono le principali fonti di gioco della squadra, due gangli irrinunciabili della costruzione del gioco del Milan. Ma non solo: da parte di Paletta naturalmente, ma anche insospettabilmente rispetto alle previsioni di Suso, c’è grande attitudine alla fase difensiva e grande disponibilità nell’aiutare e agevolare i compagni anche e soprattutto quando la palla ce l’hanno gli avversari”. Intanto arriva l’ufficialità…

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