Gattuso: “Milan non voglio essere un peso. Mi rivedo in Conte”

Gattuso: “Milan non voglio essere un peso. Mi rivedo in Conte”

Il tecnico: “Galliani mi cantava “Se mi lasci non vale””

di Redazione Il Milanista

MILANOGennaro Gattuso, in occasione del suo compleanno (domani 09/01) ha rilasciato una lunga intervista a Premium Sport.

Vittorie del passato:  “Nella vita mi sono goduto poco le vittorie, ho sempre pensato solo a migliorarmi. I successi non mi hanno cambiato, mi ricordo di più le sconfitte: ho vinto tanto ma ho vissuto male i trofei persi, mi sentivo responsabile”.

Ancelotti: “Ancelotti per me non è stato solo un allenatore ma anche fratello, un papà, un amico: è stato tutto. Nei momenti di debolezza ci appoggiavamo a vicenda, tuttora abbiamo un rapporto incredibile”.

Kaka’: “Dall’esterno dava l’immagine di un ragazzo tranquillo ma è uno simpatico. Sa stare al gioco”.

Cutrone:“Cutrone è acerbo ma assomiglia a Pippo, ha le sue stesse movenze e il suo stesso veleno”.

L’addio al Milan: “Decisione mia, Galliani per un mese mi ha chiamato ogni mezzanotte mettendo la canzone “se mi lasci non vale”, ma pensavo – e lo penso anche oggi – che fosse finita un’epoca e bisognasse lasciare spazio ai giovani. Non volevo essere un peso, il Milan mi ha dato più di quel che gli ho dato io, è stato giusto andarsene senza polemiche”.

Allegri: “Cosa gli invidio? Si fa scivolare tutto addosso, può perdere anche 15 giocatori per infortunio ma non si piange addosso e gestisce il gruppo in modo incredibile. Oggi è completamente diverso, me lo ricordo da giocatore perché era il mio capitano al Perugia e pensava solo a se stesso, non aveva regole. Da tecnico è molto credibile”.

Altri allenatori: “Mi piace tanto vedere come gioca il Napoli di Sarri e, per come prepara la partita e vede il calcio, mi rivedo un po’ in Conte anche se a me ovviamente manca ancora tanto per raggiungere certi livelli”.

Come fare con il Milan: “Sto gestendo i giocatori per cercare di coinvolgerli tutti, serve dare minutagggio a tutti. L’importante è lavorare sul concetto di squadra, conoscere le proprie debolezze per migliorarsi”.

Prospettive “Difficile non guardare la classifica ma il lavoro ci porterà a migliorarla. Non punto in particolare su un giocatore ma sulla squadra: quando c’erano Maldini e Nesta potevamo anche permetterci Cafu e Serginho, oggi no – continua Gattuso – e quindi dobbiamo giocare da squadra, mi auguro questo”.

Gattuso ha poi dichiarato all’Ansa: “Sogno di restare al Milan. Da parte mia c’è grande rispetto, farò di tutto per continuare ma non voglio essere un peso per il club, anzi: sono l’ultimo problema”

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