Flop Italia, Ventura rompe con i giocatori: ecco la situazione

Flop Italia, Ventura rompe con i giocatori: ecco la situazione

Un solo rossonero schierato dal ct nel primo match con la Spagna, poi fuori per infortunio. Ma la nazionale non è in una situazione facile, tensione nell’ambiente. Ecco il quadro

MILANO – Italia non bellissima da vedere, ma che ha ancora qualche speranza: in vista degli spareggi di novembre e della coppa del mondo del prossimo anno, Ventura e i giocatori però dovranno fare un passo avanti, l’uno verso gli altri, e viceversa in nome del risultato. Perché se tre anni fa era il gruppo a essere destabilizzato da alcuni agenti del caos, stavolta lo scollamento è tra ct e squadra.

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Già prima del duello con la Spagna, come si legge su La Stampa, la situazione non era delle più serene: un allenamento finito con qualche minuto di anticipo dopo un battibecco tra il tecnico e un giocatore; alcuni erano stati provati titolari a inizio settimana e poi spediti in tribuna; e troppa poca la carica trasmessa dal ct. L’involontario confronto che spesso parte della squadra fa tra l’attuale allenatore e Conte non aiuta: “Conte avrebbe dato di matto, pur di tenere alta la tensione“, sono le voci che corrono nello spogliatoio azzurro. Un’eredità di sicuro non facile, che i ragazzi sottilineano spesso: “Ragazzi, orala carica ce la dovremo dare da soli“, hanno detto fra di loro dopo il match con al Barnabeu.
Alcuni sono disorientati dalle esercitazioni del ct: “Dopo aver provato a lungo la difesa a tre, giovedì mattina ci ha detto che contro Spagna e Israele avremmo giocato 4-2-4”. E in generale, nell’aria è mancata quella tensione che solitamente precede le grandi partite.
Eppure si sono invece sentiti i fischi del Mapei Stadium, all’intervallo con Israele, oggetto di discussione tra Ventura e Buffon appena finita la gara. Il capitano ne ha parlato poi alla fine del match: “Un po’ i fischi ci hanno condizionato”. Ma senza cercare scuse per la prestazione, neppure per la Spagna: “Se l’Italia perde 3-0 è giusto che finisca sotto processo, sportivamente parlando”. Poi, un pensiero sul modulo: “È un problema del mister”. Con postilla: “Deve decidere e fare quello che si sente, anche a seconda della caratteristiche di noi giocatori”.
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