Da Balotelli ad Aurier: al Milan piacciono i bad boys

Da Balotelli ad Aurier: al Milan piacciono i bad boys

Oggi il Milan si è interessato ad Aurier, difensore del PSG: un giocatore dal carattere non facile, come altri che hanno vestito la maglia rossonera.

Serge Aurier, difensore del Paris-Saint Germain, è nel mirino del Milan: l’ivoriano, classe 1992,  è un terzino destro a tutto campo che sa fare bene entrambe le fasi di gioco. Può giocare anche da terzino sinistro e da difensore centrale. È un difensore completo, ha un buon colpo di testa nonostante non sia altissimo ed è reattivo e molto veloce. C’è però un problema: non ha un carattere facile. Infatti, il 14 febbraio scorso viene messo temporaneamente fuori rosa dal Paris Saint-Germain per aver insultato con termini omofobi, in un filmato pubblicato su Periscope, il suo allenatore Laurent Blanc, ed aver offeso i compagni di squadra Zlatan Ibrahimović, Salvatore Sirigu ed Ángel Di María. Il 26 febbraio il club decide che Aurier dovrà allenarsi con la seconda squadra fino al 20 marzo successivo.

IL CIGNO DI MALMOE -Non è la prima volta che i rossoneri si interessano a giocatori dal carattere turbolento.  Nel 2010 fu la volta di Zlatan Ibrahimovic, attaccante svedese: soprannominato Ibracadabra, è un attaccante di talento e fantasia, molto potente fisicamente (dote che gli permette una perfetta protezione della palla), abile con entrambi i piedi, resistente, agile  e dotato di un’eccellente tecnica individuale. Paragonato a Marco van Basten nella prima parte della sua carriera, per l’analoga eleganza nei movimenti, i suoi punti di forza sono il dribbling,lo scatto e la grande potenza e precisione nel tiro, che lo rendono un pericoloso finalizzatore sia su azione sia su punizione, è inoltre un ottimo rigorista. Grazie a queste qualità, alla visione di gioco e alla sua abilità nel servire assist ai compagni, ha giocato da seconda punta nella prima metà della carriera e successivamente da centravanti, ricoprendo spesso il ruolo di regista offensivo. Oltre a queste qualità, ha sempre avuto una predisposizione per i cartellini, sia gialli sia rossi, e un’indole difficile che lo ha portato a sontrarsi con molti giocatori durante la sua carriera.

IL TALENTO DI BARI VECCHIA – Un esempio di calciatore “complicato”? Basti pensare ad Antonio Cassano, arrivato al Milan nel 2011: il talento barese, nella sua carriera fatta di alti e bassi, ne ha combinate di tutti i colori, tanto che le sue marachelle hanno preso il nome di “cassanate”. Dopo che lo staff medico rossonero gli aveva salvato la vita, con un intervento al cuore per guarire da un’ischemia, Fantantonio lasciò il Milan dopo appena un anno e mezzo per dei dissapori con la società, andando ad accasarsi presso la rivale più detestata, l’Inter.

SUPERMARIO – Apriamo il capitolo Mario Balotelli: l’attacante italiano è considerato uno dei calciatori più talentuosi della sua generazione. Dotato di classe, qualità, dribbling, resistenza allo sforzo e grande potenza di tiro con entrambi i piedi nonostante sia destro. Molto duttile, può essere impiegato in vari ruoli sul fronte offensivo, non solo come centravanti o seconda punta, ma anche come attaccante esterno, cosa che gli permette di puntare spesso l’avversario. Abile anche di testa e nella protezione della palla, non brilla per continuità di rendimento. Tra le sue doti più evidenti spicca l’abilità nei calci piazzati: oltre a calciare bene le punizioni, è un rigorista molto affidabile.

Purtroppo ha sempre dimostrato di avere un brutto carattere e un’immaturità dannosa per lui e chi gli sta attorno: si sono persi i conti di quante “balotellate” abbia ormai fatto, ed ha solo 26 anni: in questo somiglia molto al suo amico Antonio Cassano. Durante la sua militanaza tra le file rossonere (anni 2013-2014 e 2015-2016) ri rende partecipe di vari episodi imbrazzanti: uno di questi accade il 9 aprile 2013, quando viene squalificato per tre giornate (poi ridotte a 2 più un’ammenda di 20.000 euro) a iseguito di un’espressione ingiuriosa rivolta nei confronti dell’arbitro di porta Daniele Doveri al termine della gara Fiorentina-Milan, conclusasi 2-2.

IL FRANCO-SENEGALESE – L’ennesimo esempio è M’Baye Niang, classe 1994: è capace di abbinare ottime doti atletiche ad una grande tecnica sia come attaccante centrale, sia come seconda punta e anche come esterno in un attacco a tre. Arriva al Milan nel 2012 e fa subito conoscere il lato brutto di sè: il 10 settembre 2012 venne fermato dai vigili urbani di Milano senza patente (all’epoca era ancora minorenne). Affermò di essere il compagno di squadra Bakaye Traoré e si fece consegnare i suoi documenti, anche se poi ha smentito il fatto di aver fornito false generalità, ma si è scusato via Twitter con il club. Il 24 febbraio 2014, a causa di un incidente stradale alla guida della sua Ferrari 458 Spider avvenuto a Domaine de Grammont, a Montpellier, è stato condannato a 18 mesi con la condizionale. Aveva affermato anche di non essere alla guida dell’auto.

Intanto c’è il boom per i rossoneri sul web…

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