Cessione, Campopiano: “Gli 85 milioni sono la seconda parte dell’anticipo”

Cessione, Campopiano: “Gli 85 milioni sono la seconda parte dell’anticipo”

Attraverso il proprio profilo Facebook, il giornalista ha fatto il punto della situazione sulla cessione del Milan in una lunga nota

MILANO – Il giornalista de La Gazzetta dello Sport, Pasquale Campopiano, attraverso il proprio profilo Facebook ha fatto il punto della situazione sulla cessione del Milan in una lunga nota: “Tanti tifosi del Milan mi scrivono tra Facebook e Twitter, provo a spiegare in questa nota (basandomi sulle info delle quali sono a conoscenza, ovviamente), cosa sta accadendo in questa fase di acquisizione/cessione del Diavolo.
1) Gli 85 milioni: Sono arrivati, stanno arrivando, sono in volo da Pechino o in viaggio via fibra da una banca all’altra; poco importa, arriveranno. Oggi, domani o il 9 settembre come previsto, sia chiaro che questi soldi non saranno girati al Milan come leggo da più parti, ma intestati dalla cordata cinese a Fininvest, come seconda parte dell’anticipo/caparra/penale come da accordo preliminare firmato lo scorso 5 agosto (15 milioni, da quanto risulta, sono stati versati prima della firma, subordinata proprio al primo versamento). Questi soldi molto probabilmente serviranno a ripianare anche la situazione debitoria dell’ultimo bilancio d’esercizio (che è di circa 89.3 milioni di euro).
2) Perché sono importanti questi 85 milioni: di più, sono decisivi. Per tutta una serie di buone ragioni: la prima, con questi soldi Fininvest capisce definitivamente che “questi” cinesi fanno sul serio. Non si versano così su conto altrui 100 milioni, è una ottima base di partenza per il discorso di cessione/acquisto intrapreso. Seconda: Marco Fassone li aspetta come il pane. Perché i soldi non fanno certo la felicità, ma di sicuro la tranquillità. Con questi 85 milioni il doppio mandato da Ad Dg del manager piemontese, comincerà ad avere gli strumenti giusti per pianificare il futuro (e Fassone già lo sta facendo, e il fatto stesso che si stia muovendo, lascia intendere che si muovono “cose” anche in vista del closing). Lui stesso avrà la serenità necessaria per scegliersi gli uomini giusti per la nuova vita del Milan: diesse, managment e comunicazioni che verranno.
3) Daffina, Cappelli e Palomba: E qui, apriamo una parentesi: i tre nomi circolati oggi per il nuovo managment e pubblicati dal Corriere Economia, cioè quelli dell’Ad di Rothschild Alessandro Daffina, del legale Roberto Cappelli e del comunicatore Auro Palomba, sono nomi per così dire “di transizione”. Daffina sarà il nuovo Galatioto/Gancikoff per intenderci (paragone di “ruolo”, e comunque sempre meglio il primo, sia chiaro), cioè sarà l’advisor che fino al closing curerà le “transazioni” tra la Sino Europe, Fininvest e Fassone. Sarà cioè il “tramite” tra Franzosi e Pellegrino di Fininvest, Yonghong Li e Han Li di Sino e Fassone del Milan, per conto dei cinesi ovviamente. Roberto Cappelli, ex presidente (e anche membro del cda) di Roma e Parma (fu l’uomo che subentrò alla dimissionaria Rosella Sensi nel 2011, quando i giallorossi passarono da Unicredit alla cordata americana, e curò personalmente alcune fasi della trattativa), è il legale scelto per curare tutti “i cavilli”di questa complicata e avvincente storia. Lo studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners, sempre per chiarirci, era già nel comunicato Fininvest del 5 agosto, quindi se Daffina sarà il nuovo Galatioto, Cappelli sarà il nuovo Ripa di Meana, curerà insomma tutti gli aspetti legali e contrattuali della vicenda. Infine Auro Palomba: manager della comunicazione di comprovata esperienza (legato anche alla Goldman Sachs), ha gestito con la sua Community due passaggi delicati: quello della Juventus post Calciopoli (entrò anche nel cda bianconero) e quello della cessione da Moratti a Thohir in casa Inter. Affiancherà Fassone nella delicata fase di comunicazione di tutti i passaggi che porteranno al nuovo Milan cinese. Chiariamoci: tranne Palomba, sono figure previste già nel comunicato del 5 agosto, ma è chiaro che un manager esperto come Fassone sta scegliendo dei professionisti conclamati per dare il giusto indirizzo a tutta la fase di acquisizione del Milan da parte cinese. Di certo non saranno loro a trovare “nuovi” possibili soci della Sino Europe, ma hanno tutti le carte in regola per trovare quelle che in gergo tecnico si chiamano “business solutions”, gli strumenti migliori che servono ai nuovi proprietari in questa fase di transizione. Poi verrà il manangment vero e proprio: e non è escluso che uno di questi tre nomi non possa far parte del cda del Milan che verrà. Ma verranno di certo nuove figure manageriali: un volto storico alla Maldini, Albertini o Costacurta e ovviamente un diesse che Fassone sta scegliendo personalmente per curare i prossimi mercati del Diavolo.
4) Il calciomercato: ecco, il punto che forse interessa di più ai tifosi. Cosa accadrà a gennaio? Primo, aspettiamo di capire cosa accadrà questa settimana e fino alla prima settimana di novembre quando è previsto il closing e il versamento dei restanti 420 milioni che chiuderanno l’acquisizione del 99,93% delle quote Fininvest nel Milan da parte della Sino Europe (lo 0,07% è dei piccoli azionisti). Avvenuto il closing, come già scritto e detto, entreranno subito altri 100 milioni, quelli sì che potranno essere destinati alla costruzione del Milan che verrà. Questi 100 milioni entreranno o sotto forma di shareolder loan (prestito richiesto dai soci finanziatori) o come aumento di capitale. Quel che è certo è che è prevista un’altra forma di investimento per il Diavolo: parte dei 350 milioni che i cinesi hanno sottoscritto alla firma del preliminare come piano industriale, infatti, sarà garantita sotto forma di sponsorizzazioni che i nuovi proprietari si impegneranno a presentare dopo il closing. Fino a quando la trattativa si basava sull’acquisto dell’80% immediato e 20% successivo, la “pena” in caso di mancato rispetto di questo piano industriale era che Fininvest poteva “rientrare” di diritto e riprendersi la maggioranza delle quote del Milan. Capiremo nelle prossime settimane cosa garantirà in questo caso i tifosi del Milan della bontà degli investimenti cinesi. Ma sia chiara una cosa: i 100 milioni che entreranno dopo il closing e i 250 previsti nei prossimi tre anni serviranno al costo totalitario di gestione del Milan e non soltanto per il mercato. Quindi sul mercato finirà soltanto una parte di questi soldi, che però potrà essere rimpinguata da sponsorizzazioni o aumenti di capitali messi in cantiere. Alla domanda sull’esatta composizione del Fondo Sino Europe Sports Investments sapremo rispondere strada facendo e soprattutto a closing avvenuto, quando, da accordi, tutti gli investitori dovranno essere resi noti ai milioni di tifosi in attesa. Un passo alla volta, in un momento decisivo”. Intanto anche i rossoneri restano vigili sul mercato degli svincolati…

ilmilanista.it

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