ALBERTINI – “Nel mio Milan non avrebbe giocato nessuno di quello attuale”

ALBERTINI – “Nel mio Milan non avrebbe giocato nessuno di quello attuale”

“Sacchi ha cambiato la mentalità del nostro calcio”

MILANO – Demetrio Albertini è intervenuto ai microfoni di Ansa per parlare di Arrigo Sacchi che domani spegnerà 70 candeline. “Mi ha preso dalla Primavera e mi ha fatto esordire in prima squadra, poi abbiamo vissuto tanti anni insieme in Nazionale. Gli telefonai scherzando: “Io non ti vorrei più come allenatore, sei troppo tosto”, ero un esordiente quindi all’epoca non sapevo se fosse normale o meno, ma si faticava da matti”. E Sacchi esigeva anche un certo comportamento fuori dal campo: “o fate i calciatori o i playboy“. Poi, secondo me, ci vuole sempre un certo equilibrio. Sacchi è stato maniacale, questo spesso è un pregio ma tante volte può essere un limite. Comunque ci ha portato a traguardi considerati impossibili. Ha cambiato la mentalità del nostro calcio, e per me la cosa più bella è che mi ha insegnato a fare il professionista, a essere maniacale anche adesso, come dirigente e come persona”. L’attenzione di Sacchi ai dettagli  resta un aspetto attuale per gli allenatori, ma non so se riuscirebbe a gestire le pressioni che caratterizzano questo mondo adesso”, ragiona Albertini, che invece ha pochi dubbi sulla compatibilità, al di là della cifra tecnica, dei giocatori del Milan attuale con i metodi del primo allenatore scelto da Silvio Berlusconi: “Tutto deve essere provato, ma obiettivamente lo sarebbero in pochi. E mi viene difficile pensare a un mio compagno di squadra di allora che sostituirei con un calciatore del Milan di oggi”.

Ilmilanista.it

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