Diprè e gli abusi sessuali. Lo dichiara pubblicamente…

Diprè e gli abusi sessuali. Lo dichiara pubblicamente…

Le trentacinque donne violentate dall’attore Bill Cosby hanno avuto il coraggio di affermare a voce alta, sul New York Magazine, di non essere più spaventate. La notizia ha inevitabilmente riportato agli onori delle cronache il tema della “violenza sulle donne”, diventato sempre più centrale negli ultimi anni. Conoscendo l’interesse che…

Le trentacinque donne violentate dall’attore Bill Cosby hanno avuto il coraggio di affermare a voce alta, sul New York Magazine, di non essere più spaventate. La notizia ha inevitabilmente riportato agli onori delle cronache il tema della “violenza sulle donne”, diventato sempre più centrale negli ultimi anni. Conoscendo l’interesse che Andrea Diprè nutre per le cosiddette “opere d’arte mobili”, abbiamo voluto mettere alla prova lo youtuber più controverso della Rete sollecitandolo su questo tema decisamente delicato. Se in Italia e nel mondo si instaurasse il dipreismo, cioé la religione libertina di cui Andrea Diprè è promotore, come verrebbe affrontato il discorso della violenza sulle donne? La rubrica settimanale Diprè per meltyBuzz è l’occasione perfetta per avere una risposta a questa domanda. Ecco cosa ci ha risposto in esclusiva Andrea Diprè, provocatorio come sempre. (Leggi cosa pensano gli utenti della posizione di Diprè)

“Io distinguo innanzitutto due tipi di donna: le opere d’arte mobili e le non opere d’arte mobili. Nelle opere d’arte mobili il fattore estetico non è una questione di intelligenza – spiega Andrea Diprè -. Quindi solo la bellezza, l’aspetto fisico, fa distinguere fra un’opera d’arte mobile e non opere d’arte mobile. Solo le prime possono diventare sacerdotesse dipreiste, quindi diciamo che il mio interesse è solo verso di loro. Le altre hanno una valenza per il sociale, forse”. Passiamo ora al discorso sulla violenza sulle donne: “Questo è un argomento complesso. Secondo me non esiste la violenza sulle donne, tutto dipende dai fattori psicologici dei due soggetti: il soggetto che fa la violenza e quello che la subisce. Per me è ovviamente meglio una donna nuda che una vestita, però è chiaro che una che è parecchio svestita può attrarre l’attenzione di chiunque, anche di gente violenta”. Poi aggiunge: “E’ come dire: anche l’orso va al miele, quindi secondo me a livello fattuale è normale che accada. Se una va in giro svestita o con abiti sexy, cosa che per me è giustissima, è normale che attragga la violenza nel mondo in cui viviamo”. Un punto di vista alquanto controverso e semplicistico al quale la redazione di meltyBuzz non aderisce.

Ma il dipreismo, la “religione” di Diprè fondata su sesso, soldi e droga, come si pone nei confronti della violenza sulle donne? Visti i precetti goliardici ed edonisti della religione, ci chiediamo: gli eventuali responsabili sarebbero puniti come si deve? “Nel dipreismo tutto ciò che riguarda il sesso è consentito: quindi la violenza sessuale non è un reato perché il sesso deve trovare libertà assoluta di espressione”. Questa la dichiarazione shock di Andrea Diprè. Che poi continua: “Certo, sta ai singoli individui prendere le precauzioni affinché non subiscano violenza. Ma nel dipreismo non è reato – spiega Diprè – mi rendo conto che è completamente diverso da ciò che la società attuale vuole, ma nel dipreismo è così. E’ come il paragone con i soldi: un ladro va dove ci sono i soldi, e così il violentatore va dove sa che ci sono più cose sexy più bellezza. E allo stesso modo come il proprietario di un negozio ricorre agli allarmi per difendersi, così anche la donna deve difendersi con degli strumenti. Ma non è un reato nel dipreismo, come invece lo sarebbe il furto”. Stando così le cose, non possiamo che augurarci che il dipreismo non rimanga altro che un gioco perverso e provocatorio, e che resti confinato nella mente di chi l’ha concepito



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