Serafini: “Milan carismatico con Leo, Maldini e Reina. Gattuso all’anno zero, Li non ha mai avuto potere”

Serafini: “Milan carismatico con Leo, Maldini e Reina. Gattuso all’anno zero, Li non ha mai avuto potere”

Luca Serafini, esperto del mondo rossonero, scrittore e voce storica del giornalismo, ci ha raccontato le sue sensazioni sul nuovo Milan a poche ore dall’esordio contro il Napoli

di Redazione Il Milanista

Dopo l’odissea societaria, il Milan ai milanisti: è una svolta che ti piace?

Ovviamente si, sono persone, Leonardo e Maldini, che hanno a cuore la causa prima degli interessi personali, non operazioni finanziarie avventurose. Hanno in testa il Milan, il progetto sportivo commerciale, la valorizzazione del marchio e conoscono bene la storia di questo club. I rossoneri non potrebbero essere in mani migliori.

Novità dirigenziale ma anche di organico. L’Higuain condottiero ed un capitano silenzioso come Romagnoli, come ti sembrano?

Il Milan ha preso giocatori che hanno carisma, anche Reina sarà  molto importante nello spogliatoio, Higuain sarà importante con i suoi gol. Oltre ai discorsi – belli e suggestivi – prima delle partite, conta la sostanza. Ad un capitano che se ne va dopo un anno, preferisco uno che sta in silenzio e rimane. Romagnoli ha nelle corde la stagione della consacrazione. E’ una certezza del calcio italiano, Higuain è una certezza, un professionista.

Gattuso è rientrato nel Milan nel caos, ora è al primo vero grandissimo esame?

Gattuso sa di essere all’anno zero, di aver esaurito i crediti. E’ la vita degli allenatori, in balia dei risultati. L’anno scorso ha dato un’idea di gioco, solidità, era un Milan convincente che rialzava dopo le batoste. Bisogna proseguire in questa direzione, ho fiducia perché Gattuso ha idee e coraggio.

Colonia di milanisti in questa nuova annata. Gattuso, Ancelotti, Pirlo (opinionista), Nesta (allenatore Perugia), Inzaghi (allenatore Bologna). L’aspetto dolce del calcio.

Questa è la parte del calcio che rimane romantica. Dopo gli addii di Del Piero e Totti, sappiamo che non ci sono più bandiere. Anche l’addio di Buffon è stato un po’ ibrido, d’altronde la Juventus quando decide che il ciclo è chiuso è chiuso. Il calcio poi ti mette di fronte a questi incroci, quello tra Gattuso è Ancelotti ha una ricchezza di significati. Bisognerà farci l’abitudine.

Paradossalmente, la presidenza Li ha portato qualcosa di buono. Il fondo Elliott può assicurare la rinascita del Diavolo. Il tuo ultimo libro si chiama Lady Stalker: si può dire che Li è stato lo “stalker” del Milan?

No, Yonghong Li non si è affidato a nessuno, è qualcuno che si è affidato a lui per gestire un’operazione che non aveva niente a che vedere col Milan e col calcio. Quando ha finito i miliardi è tornato a fare quello che faceva prima, non è mai stato il proprietario del Milan. Elliot non è subentrato, leggendo lo statuto della Rossoneri Sport Investment lux si poteva intuire come il fondo avesse pieni poteri sin da un anno fa. Finite le operazioni finanziarie, si è tornati finalmente ad occuparsi del Milan.

di Luca Villari

 

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