Gavillucci contro l’AIA: “Nicchi mi disse di trovarmi un altro hobby”

Gavillucci contro l’AIA: “Nicchi mi disse di trovarmi un altro hobby”

Parla l’arbitro di Latina

di Redazione Il Milanista

MILANO – Claudio Gavillucci, direttore di gara “tagliato fuori” dall’Associazione Italiana Arbitri, ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere dello Sport.

L’ultima partita diretta da Gavillucci risale quasi ad un anno fa: Sampdoria-Napoli, penultima giornata dello scorso campionato. Gara che lo stesso Gavillucci sospese per i cori dei tifosi blucerchiati contro quelli partenopei. Da quella sera, per l’arbitro di Latina è iniziato un vero incubo, che lo ha portato ad intraprendere una battaglia legale con l’AIA e il Presidente Marcello Nicchi.

LE SUE DICHIARAZIONI – “C’era Rizzoli, mi fece capire che avrei diretto anche la domenica successiva, fra l’altro Udinese-Bologna, che aveva ancora un valore per la salvezza. Quale logica c’è nel mandare un arbitro ‘non tecnicamente all’altezza’ ad arbitrare una partita con interessi così importanti in gioco? Inoltre, sarebbe stata la mia cinquantesima in Serie A. Insomma, non potevo neppure immagine d’esser fatto fuori. Nicchi, poi, mi disse che l’arbitraggio va preso come un hobby e che ne avrei trovati altri. Il mondo degli arbitri è chiuso, autoreferenziale, senza confronti. Tutto questo ci fa apparire come arroganti, presuntuosi ed egoisti”.

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